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Le immersioni in altitudine Con l’utilizzo del computer subacqueo portarsi in montagna ed effettuare una immersione in uno dei tanti laghi e torrenti è un gioco da ragazzi, così andare per mare al timone di una barca e raggiungere una secca o relitto grazie al GPS. Tutto facile e comodo indubbiamente, saper però leggere una carta nautica, tracciare la rotta, calcolare il punto della nave ecc., dobbiamo ammettere che è tutta un'altra cosa. Siamo più marinai, più tecnici se malauguratamente il G.P.S. smettesse di funzionare saremmo in grado mal che vada, di non perderci e rientrare in porto sani e salvi. Stessa cosa per quanto concerne una immersione in quota: usare il computer certamente, ma durante la pianificazione del consumo dell’aria, tempo di fondo, profondità massima ecc. effettuare quei calcoli che un’immersione in altitudine richiedono, vuol dire essere dei subacquei più preparati, esperti, consapevoli dei rischi che questo genere d’immersione comporta. Dobbiamo adattare le normali tabelle di decompressione create per l'utilizzo al livello del mare alla quota alla quale vogliamo immergerci, essendo i processi di saturazione e desaturazione dei tessuti del nostro corpo in stretta relazione con la pressione ambiente. Analogamente, in proporzione andranno modificate le profondità delle eventuali tappe di decompressione, questo ed altro si chiede a un subacqueo che prepara una immersione in altitudine.
0.785 atm X 760 mm Hg = 596 mm Hg.
Esempio:
il valore medio della pressione barometrica a livello di quel lago sarà: 760 - 286 = 474 mm Hg il valore medio della pressione atmosferica a livello di quel lago sarà: 474 / 760 = 0.623 atm Conoscendo le variazioni del livello del mercurio in relazione al variare delle condizioni atmosferiche, si possono commettere errori gravi: buona cosa è utilizzare un barometro. Consideriamo ora un ipotetico subacqueo che ha concluso
da oltre dodici ore la sua ultima immersione al mare, il suo organismo
si troverà totalmente libero da azoto il suo coefficiente di saturazione
sarà uguale a uno. Compiuto un rapido viaggio, in auto, teleferica
o elicottero si troverà in poco tempo sulla riva del lago nel quale
s'immergerà. Avendo compiuto il trasferimento rapidamente il suo
corpo non avrà avuto la possibilità di eliminare l'azoto
in rapporto alla diminuzione di pressione, sarà di conseguenza
sovrasaturo, il suo coefficiente di saturazione sarà maggiore di
uno. La pressione atmosferica in altitudine è sempre inferiore
a quella che si trova al livello del mare, il coefficiente sarà
sempre superiore a uno. pressione alla partenza / pressione d'arrivo Se ci trovassimo sulla riva di un lago a 1960 metri sul livello del mare, la pressione barometrica sarà di 564 mm Hg e una pressione atmosferica di 0.745 atm. 760 mm Hg / 564 mm Hg = 1.34 che arrotondo al decimale superiore, 1.4 si ottiene lo stesso risultato utilizzando la pressione atmosferica: 1atm / 0.745 atm= 1.34 che arrotondo al decimale superiore, 1.4 Dopo avere visto quanto sopra, pur essendo partito da casa
con un coefficiente uguale a uno il sub si troverà in uno stato
di sovrasaturazione di 1.4 tipico nelle immersioni successive. Per considerare
questa immersione come singola dovremmo aspettare che il nostro organismo
si desaturi portando il nostro coefficiente al valore di uno. Solamente
così potremmo definire come singola questa immersione. Quindi qualsiasi
immersione compiuta prima che siano trascorse 48 ore dall'arrivo in quota
è da considerarsi una immersione successiva. Solamente trascorrendo
48 ore di permanenza sul luogo dell'immersione - non importa a quale quota
- ci permetteranno di considerarla come una immersione singola. Ho / H
profondità fittizia Pf = profondità reale Pr Ho / H nel nostro caso:
il risultato ottenuto va arrotondato al valore superiore cioè 49 metri.
Ho / H prenderemo H / Ho invece di 760 / 640 prederemo 640 / 760 con risultato di 0.84 Prendiamo il risultato ottenuto e moltiplichiamolo per i valori: 3, 6, 9 metri ecc.
valore medio dei fattori di pressione in funzione dell'altitudine
Fin qui abbiamo esposto i calcoli necessari per una immersione singola appena raggiunto il nostro lago di montagna, come già detto va considerata come una immersione successiva perché il nostro organismo ha un coefficiente maggiore di uno. Velocità di risalita Per immersioni al livello del mare adottiamo una velocità di risalita
di dieci metri al minuto per evitare problemi di M.D.D., nelle immersioni
in altitudine questa velocità deve essere ancora ridotta perché
la variazione del rapporto fra pressione barometrica e pressione assoluta
è molto più rapida in altitudine che non al livello del
mare. Per stabilire la velocità di risalita potremo operare in
questo modo: dividere la velocità di risalita, 10 metri al minuto
per il coefficiente fittizio di altitudine cioè Ho
/ H; dove Ho rappresenta la pressione barometrica al livello
del mare mentre H è la pressione barometrica presente sul luogo
dell'immersione. |
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