Articoli
tratti da "Alert Diver"
Riprodotti
per gentile concessione di DAN Europe

In questa pagina sono riprodotti articoli apparsi nel
periodico trimestrale Alert Diver del DAN associazione no profit
da tutti conosciuta e stimata. Riteniamo questi articoli per la loro
importanza utili per aumentare la nostra sicurezza, conoscere problematiche
poco note praticando il nostro sport con sempre maggiore conoscenza.
1° trimestre
2005
3° trimestre
2004
2° trimestre
2004
1°
trimestre 2005
Editoriale Dr.
Alessandro Marroni
Rapporto
sul recente congresso mondiale sull'annegamento del Dott. Peter
B. Bennett
Niente
più piegamenti! Niente più dolore alla schiena! del
Dott. Joile Bookspan
Il
bambino e l'immersione subacquea del Dott. Maurizio Schiavon
Editoriale
Cari membri DAN Europe, II primo numero del 2005 del nostro
periodico è dedicato principalmente alla sicurezza ed al benessere.
Ciò è perfettamente in sintonia con la stagione, poiché
molti di noi in questo periodo dell'anno non si immergono così
intensivamente, ma si stanno già preparando per la prossima stagione
di immersioni!
Gli importanti problemi di sicurezza che vengono frequentemente trascurati
dai subacquei sono molti e le situazioni che potrebbero condurre all'annegamento
mentre ci si immerge spesso sono addirittura ignorate o sottovalutate.
In questo numero dell'Alert Diver Europeo ho il privilegio di ospitare
un editoriale che il mio grande amico e soprattutto noto ricercatore
Dott. Peter Bennett ha scritto sull'importanza di questo argomento specifico
e di cosa tratta, soprattutto per quanto riguarda la subacquea e la
sua sicurezza, argomento di cui si è molto discusso al Congresso
Mondiale sull'Annegamento tenutosi ad Amsterdam nel 2002 e sugli atti
del congresso, che sono attualmente in corso di stampa.
Altrettanto importante e spesso non abbastanza discusso è l'argomento
"bambini e subacquea": Dove e come ci può essere maggior
sicurezza per un sub giovanissimo? Quali sono i vincoli e le limitazioni
di carattere fisiologico per un bambino subacqueo? Qual'è l'età
minima per cominciare ad immergersi? Quali sono, eventualmente, i rischi
ed i pericoli? Questo è un argomento molto "scottante"
ed a livello internazionale c'è molta polemica al riguardo.
Su questo tema le principali Agenzie di Addestramento hanno pubblicato
una guida di riferimento molto specifica ed a prima vista sembrerebbe
che il livello generale di sicurezza per i subacquei di età molto
giovane sia soddisfacente tuttavia, vista la sua peculiarità,
la materia merita particolare attenzione e speciali precauzioni.
L'articolo del Dr. Maurizio Schiavon, specialista in Medicina Sportiva
e Subacquea di Padova, Italia, riguarda proprio questo interessantissimo
argomento.
Per concludere, mentre la subacquea si evolve e coinvolge subacquei
sempre più "maturi", l'argomento idoneità fisica
sta diventando sempre più importante e la prevenzione di quei
frequenti, secondari, ma noiosissimi disturbi, quali ad esempio i dolori
lombo-sacrali, diventa importante per assicurarci che le nostre immersioni
siano sempre rilassanti e piacevoli. Sono sicuro che troverete l'articolo
della Dott.ssa Bookspan molto interessante a tale riguardo.
Acque chiare a tutti voi!
Prof. Alessandro Marroni, M.D. Presidente DAN Europe
Rapporto
sul recente congresso mondiale sull'annegamento
Del Dott.
Peter B. Bennett.
Il Congresso Mondiale su Prevenzione, Salvataggio e Trattamento
dell'Annegamento si è tenuto ad Amsterdam nel 2002 ed il DAN
è stato uno degli sponsor internazionali di questa importante
conferenza per la prevenzione ed il trattamento di emergenza dell'annegamento
e del semi-annegamento.
Questo problema è di grande interesse per i subacquei ricreativi:
in circa la metà (40-60 per cento) degli incidenti subacquei
mortali, la morte era dovuta all'annegamento. In mancanza di un'autopsia
che accerti la vera causa del decesso, troppo spesso vengono infatti
tirati in ballo altri fattori quali malattie cardiache ed embolia. Ogni
anno nei soli Stati Uniti avvengono circa 9.000 casi di annegamento
ed 80.000 di semi-annegamento.
Gli annegamenti coinvolgono più frequentemente gli uomini che
le donne (con un rapporto di
10 a 1).
Il novanta per cento sono annegamenti accidentali, per il rimanente
10 per cento la causa è il suicidio. Spesso, in queste circostanze,
è implicata l'assunzione di alcool o di droghe.
Il Dott. Cari Edmonds tratta questi problemi nella quarta edizione del
suo eccellente libro "Diving and Subaquatic Medicine" pubblicato
nel 2002, con parecchi affascinanti capitoli riguardanti proprio la
sindrome di annegamento nei subacquei.
Da un confronto fatto tra i subacquei che annegano rispetto a coloro
che sopravvivono ad un episodio di semi-annegamento, Edmonds ha concluso
che i seguenti fattori sono estremamente importanti:
• fattori personali, compresi l'idoneità fisica e medica;
• esperienza subacquea;
• difetti o errato uso dell'equipaggiamento subacqueo;
• fattori ambientali pericolosi;
• mantenimento dell'assetto neutro nel corso dell'immersione.
Altri fattori che possono condurre ad un possibile annegamento includono:
• scorta d'aria insufficiente;
• omissione della corretta applicazione del sistema di coppia;
• inadeguate comunicazioni con il compagno di immersione;
• mancato raggiungimento dell'assetto positivo dopo un incidente;
• salvataggio e rianimazione inadeguati o ritardati.
L'ultimo fattore, il ritardo o l'inadeguatezza nel salvataggio e nella
rianimazione, è un problema complesso che, in effetti, ha finora
riscosso poca considerazione nella subacquea. Sarebbe opportuno che
i subacquei oggi fossero più informati sul fatto che il miglior
trattamento di un subacqueo infortunato è la somministrazione
di ossigeno al 100 per cento con un flusso di almeno 15 litri al minuto.
Questa raccomandazione è stata adottata anche dalla South Pacific
Undersea Medicai Society, (Associazione Medica Subacquea del Pacifico
del Sud), che suggerisce che "tutti i subacquei in stato di semi-annegamento
in seguito ad immersioni con gas compressi dovrebbero ricevere ossigeno
al 100 per cento." Inoltre, che per " tutti i subacquei in
stato di semi-annegamento in seguito ad immersioni con gas compressi,
la malattia da decompressione dovrebbe essere considerata e trattata
indipendentemente dal profilo dell'immersione effettuata."
Dichiarazione di Intesa del Congresso di Amsterdam
II gruppo di esperti di apnea, snorkeling e subacquea convenuti ad Amsterdam
ha redatto un certo numero di "linee guida" per lo svolgimento
dell'attività subacquea ricreativa:
1. La "metodologia dell'autoregolazione", all'interno dell'industria
mondiale della subacquea ricreativa, continua ad essere l'itinerario
più pratico per giungere ad ulteriori migliormenti. È
necessario controbattere il sospetto che vi sia un conflitto fra gli
interessi commerciali e la sicurezza.
2. Le agenzie di addestramento si uniformano alle procedure internazionali
di garanzia della qualità ed incoraggiano un monitoraggio indipendente,
per garantire l'effettivo e sicuro impiego delle procedure attuali e
di quelle nuove.
3. Un punto di partenza, necessario per la riduzione degli incidenti
per annegamento fra i subacquei, è la raccolta dei dati epidemiologici
sulle patologie, la mortalità dei subacquei ed i fattori di rischio
collegati a ciascun incidente. Per fare ciò sono necessari dei
dati di riferimento (basati sul numero totale dei subacquei) che permettano
il calcolo della percentuale di rischio.
4. I subacquei ricreativi sono liberi di immergersi quando, dove e come
vogliono, ma essi hanno anche un obbligo verso il pubblico. Ogni incidente
subacqueo può infatti esporre i compagni di immersione ed i soccorritori
ad un rischio considerevole. C'è bisogno di un maggior rigore
nella valutazione della idoneità fisica, psichica e medica per
tutti coloro che vogliano iniziare a praticare la subacquea. Una singola
valutazione di idoneità alfa subacquea, effettuata all'inizio
dell'addestramento, non dovrebbe però rimanere valida per tutto
il resto della vita del subacqueo. Dovrebbero quindi essere effettuate
successive rivalutazioni, ad intervalli che possono diminuire con l'avanzare
dell'età; può anche rendersi necessaria una rivalutazione
dopo una malattia o una ferita. Per poter esprimere un parere medico
sull'idoneità di un subacqueo, il medico dovrebbe avere pregresse
ed approfondite conoscenze sugli specifici rischi che un subacqueo affronta.
Per quanto possibile, la valutazione medica dovrebbe essere condotta
da un medico specializzato in questo settore della medicina. È'
consigliato l'addestramento di medici specializzati in medicina subacquea
sia per l'esame medico dei subacquei, che per il trattamento delle emergenze
mediche subacquee. Questo addestramento dovrebbe essere conforme con
le linee guida fornite da organizzazioni riconosciute e dovrebbe prevedere
aggiornamenti periodici. Gli standard di idoneità psichica, fisica
e medica per ogni diversa categoria di subacquei dovrebbero essere approvati
a livello internazionale.
5. In tutti i diversi livelli di addestramento dovrebbe essere data
maggior enfasi alle cause ed alla prevenzione degli incidenti mortali
in acqua. Dopo circa tre - cinque anni passati senza fare immersioni,
il subacqueo dovrebbe essere soggetto ad un aggiornamento delle conoscenze
prima di tornare a immergersi.
6. I metodi di addestramento subacqueo dei bambini al di sotto degli
8 anni dovrebbero enfatizzare maggiormente l'immaturità mentale
che molti bambini potrebbero manifestare in caso di emergenza.
7. Le procedure di emergenza dovrebbero essere conformi con i diversi
tipi di attrezzatura e con le loro varie configurazioni. I programmi
dei corsi di aggiornamento dovrebbero essere redatti per massimizzare
il ripasso e l'aggiornamento delle abilità pratiche di emergenza
di base. Un corso di aggiornamento si rende particolarmente necessario
dopo che si sia modificata l'attrezzatura. Le procedure di auto-salvamento
e quelle di salvataggio del compagno dovrebbero essere adeguate alle
attrezzature utilizzate e alle condizioni ambientali. L'addestramento
dovrebbe includere le procedure per il recupero del subacqueo infortunato
dall'acqua alla barca ed il trasferimento dell'infortunato dal ponte
di una barca ad un elicottero o ad altri veicoli di trasporto di emergenza.
8. I soccorritori dovrebbero essere a conoscenza che, alla riemersione,
il trattamento dell'annegamento in un subacqueo potrebbe essere complicato
da altri fattori di carattere medico quali l'intossicazione da monossido
di carbonio, l'avvelenamento da parte di un animale marino e l'omessa
decompressione.
Gli standard di trattamento medico nazionali ed internazionali dovrebbero
essere redatti dagli enti accademici preposti per tutte le emergenze
di carattere medico-subacqueo.
9. L'annegamento è prevalentemente una diagnosi di esclusione
(se vengono escluse altre cause di morte, come ad esempio un evento
coronarico, rimane l'annegamento come unica causa plausibile) e spesso
è una diagnosi presuntiva basata su prove puramente circostanziali.
Tutte le morti relative alla subacquea dovrebbero essere studiate più
a fondo; questo comprende quindi un'autopsia completa, la valutazione
dell'apparecchiatura utilizzata e uno studio delle circostanze che riguardano
l'incidente, il tutto eseguito da investigatori accreditati e dotati
di addestramento ed esperienza adeguati. L'autopsia di un subacqueo
annegato dovrebbe essere effettuata da un patologo esperto di subacquea
o da un patologo che si faccia aiutare da un medico esperto di subacquea.
Chiaramente, sarebbe molto utile da parte di tutti un maggiore impegno
nell'educazione e nell'addestramento della prevenzione e del trattamento
dell'annegamento. A questo scopo gli istruttori DAN, che sono già
esperti nell' insegnamento DAN Oxyqen, nell'Automated External Defibrillators
(Defibrillatore Automatico Esterno) e nei programmi acquatici, sono
ben equipaggiati per fornire questo tipo di addestramento.
Il DAN, a questo proposito, cercherà di trovare il modo di aiutarli.
È probabile che al riguardo si terrà una ulteriore riunione
nel corso dei prossimi tre anni.
Niente
più piegamenti! Niente più dolore alla schiena!
Del Dott. Jolie Bookspan
Perché "praticare" gli esercizi
addominali?
La maggior parte della gente non sa che cosa siano specificamente deputati
a fare gli "Addominali" (muscoli addominali) o come essi lo
facciano. Tutti sanno che i muscoli addominali aiutano la schiena, ma
esattamente come? I vostri addominali hanno qualcosa a che vedere con
la postura? Ma esattamente che cosa? Voi siete vagamente a conoscenza
che gli addominali funzionano come "supporto," ma questo che
cosa significa veramente? I "piegamenti" sono notoriamente
sinonimi degli esercizi agli addominali, ma sono terribili per la postura
e non allenano i vostri muscoli addominali a fare ciò di cui
avete veramente bisogno nella vita reale. Che cosa potete fare al loro
posto? Usare gli addominali non significa solo tirarli in dentro o farli
diventare tonici.
Allora come li usate? Sapete che avete bisogno degli addominali per
alzarvi in piedi e per camminare, e specialmente per alzarvi in piedi
e camminare con le bombole subacquee sulla schiena? Come potete farlo?
Cosa c'è di sbagliato nei piegamenti?
È una scena praticamente universale vedere una palestra piena
di gente con il collo piegato a gomito che fa i piegamenti. Poi tutti
costoro si alzano e se ne vanno praticamente senza utilizzare gli addominali
o comunque senza avere la consapevolezza di usare gli addominali mentre
si alzano. I piegamenti non sono il metodo giusto per allenare i vostri
addominali a fare ciò di cui avete bisogno nella vita reale.
I piegamenti non vi addestrano a come usare gli addominali per il resto
del giorno. I piegamenti promuovono una postura scarsa, anche quando
vengono eseguiti correttamente.
1 piegamenti costringono una persona, che probabilmente già passa
buona parte della sua giornata curva al suo tavolo di lavoro, a stare
ancora chinata.
Questo, meccanicamente, può causare dolore alla schiena ed al
collo proprio mentre si pensa di star lavorando per evitarlo.
Che cosa significa "uttilizzate i vostri addominali?"
Usare gli addominali non significa "tirarli in dentro" o"renderli
rigidi" o avvicinare l'ombelico il più possibile alla colonna
vertebrale". Usare gli addominali significa farli contrarre così
come fanno tutti i altri muscoli. I muscoli addominali mettono in collegamento
le costole con il bacino. Quando gli addominali si accorciano (cioè
si irrigidiscono), fanno avvicinare le costole ai fianchi facendo sì
che la vostra spina dorsale si pieghi in avanti. Quando vi alzate in
piedi senza utilizzare i muscoli addominali, fate in modo che le costole
e le anche siano troppo lontane tra loro. La parte più bassa
della schiena (zona lombare) si inclina, amplificando esageratamente
la fisiologica curvatura della schiena. Questa anormale inclinazione
della spina dorsale lascia che tutto il peso della parte superiore del
corpo vada a comprimere la parte bassa della colonna, facendo sfregare
i tessuti molli con i dischi intervertebrali, infiammando così
le giunzioni intervertebrali. Per capire che cosa fanno gli addominali
per la vostra postura quando si contraggono, provate a fare come segue:
• Alzatevi in piedi e poggiate una mano sulle costole nel punto
dove cominciano i muscoli addominali. Mettete l'altra mano sull'anca
all'altezza del punto dove gli addominali finiscono (cioè all'altezza
dell'osso pubico). Tenete questi due punti con le dita.
• Avvicinate le mani una verso l'altra, curvando il dorso in avanti,
e mantenete questa posizione. Questo è ciò che provocano
i piegamenti: vi fanno curvare troppo in avanti. Quante volte state
in questa posizione nella vita di tutti i giorni?
• Adesso, tenendo ancora le mani sulle costole e sull'osso pubico,
inarcate la schiena e lasciate che le costole si alzino e che l'addome
sporga in avanti. Notate che la distanza tra le mani aumenta, dimostrando
che i muscoli addominali si allungano quando si allentano, permettendo
alla schiena di arcuarsi. Sentite che così il peso corporeo preme
sulla parte bassa della schiena? Questo è ciò che accade
quando non si utilizzano i muscoli addominali: si sta incurvati all'indietro,
con il peso corporeo che preme sulla zona lombare. Così facendo
diventate persino più bassi.
• Ora avvicinate la mano sulle costole e quella sulle anche l'una
all'altra, così che la distanza tra le costole e le anche si
riduca. In questo modo il vostro dorso si raddrizza in posizione più
elevata (non tanto da diventar rotondo). Questo vi mostra come usare
i vostri addominali per controllare la postura ed evitare che il peso
corporeo prema tutto sulla zona lombare, ed è ciò di cui
avete bisogno per far funzionare correttamente i muscoli addominali
per potervi alzare in piedi correttamente.
Contraendo i vostri addominali fate cambiare la posizione del dorso,
facendo piegare la spina dorsale in avanti. E necessario fare questo
movimento tanto da eliminare l'eccesso di curvatura, in modo che il
peso corporeo della parte superiore non schiacci la zona più
bassa della schiena.
Nel praticare questo esercizio non bisogna esagerare tanto da piegarsi
in avanti come una scimmia, cosa che molta gente fa non soltanto tutto
il giorno, ma che attua anche in un palestra facendo i piegamenti.
Utilizzo degli addominali mentre ci si alza in piedi e si cammina
con indosso le bombole subacquee
II peso di bombole e borsoni sub non deve farvi incurvare la schiena
o assumere una posizione scorretta.
La soluzione è non usare i muscoli dorsali per bilanciare il
peso e consentire alla schiena di arcuarsi.
Provate a fare così:
• Alzatevi in piedi reggendo una bombola o uno zaino pesante.
Alzatevi obliquamente, in modo da poter osservare il vostro profilo
in uno specchio.
• Se permettete al peso della bombola o dello zaino di tirare
la parte superiore del corpo all'indietro o di lato e di aumentare l'arco
della schiena, vuoi dire che vi alzate in piedi senza usare i muscoli
addominali, (non provate a fare questo movimento se vi fa già
male la schiena.) Probabilmente sentirete la vecchia e familiare sensazione
di peso sulla parte bassa della schiena.
• Ora raddrizzate il corpo come se steste cominciando a fare un
piegamento, contrastando la tensione del carico sulla schiena. Non lasciate
che la parte posteriore sporga o che il collo si allunghi come quello
delle gru. Riportate la parte posteriore un po' in dentro, per evitare
che la colonna vertebrale si arcui eccessivamente. È questo il
modo di alzarsi in piedi, mentre si sorregge un peso sulla schiena,
utilizzando i muscoli addominali per mantenere la giusta postura. Mantenete
la postura corretta mentre trasportate uno zaino. Non inclinatevi all'indietro,
in avanti o di lato per sopportare il peso: utilizzate i vostri muscoli.
Usate questa tecnica per gli addominali tutte le volte che vi alzate
e camminate con le bombole o vi arrampicate sulla scaletta della barca.
Il vostro zaino potrebbe fungere da esercizio per i muscoli addominali.
Usare gli addominali quando si passa l'attrezzatura in barca
Occorre usare ali addominali per mantenere la postura del dorso quando
dobbiamo sollevare e passare l'equipaggiamento. Molta gente non ha l'idea
dell'utilizzo dei muscoli addominali. A causa di ciò, essi permettono
al peso della parte superiore del corpo, più il peso dei bagagli
trasportati, di schiacciare la zona lombare della schiena. Ciò
può accadere decine di volte al giorno, mentre si compiono i
gesti più innocui, come quando si poggiano oggetti sulle mensole,
si sfilano le magliette, persino pettinando e lavando i capelli. Immaginate
i possibili danni che ne possono derivare quando si sollevano impropriamente
le attrezzature pesanti. Provate a fare così:
• Alzatevi in piedi ed allungatevi verso l'alto. Guardate se le
costole si alzano e la schiena si arcua.
• Per evitarlo, raddrizzatevi curvandovi in avanti come se steste
iniziando a fare un piegamento, in modo da eliminare l'esagerata curvatura
della vostra schiena finché non sentite che state utilizzando
i muscoli dorsali per mantenere il peso del corpo. Non piegate il corpo
o il collo in avanti.
• Óra provate ad allungarvi di nuovo verso l'alto. Fate
penzolare le braccia. Mantenete il dorso posizione, in modo che non
aumenti l'arco.
Adesso cercate di farlo mentre sollevate un peso. Se utilizzate correttamente
gli addominali proverete una nuova forza a livello dorsale.
Provate a fare questo esercizio nel corso della vostra vita quotidiana
per una più salutare postura del dorso quando fate movimenti
di sollevamento, per mettere carichi su ripostigli, pacchi pesanti sui
ripiani ed ogni volta che vi alzate e vi allungate per prendere qualcosa.
Non portate il peso all'indietro quando trasportate oggetti.
La vostra attrezzatura potrebbe fungere da ottimo esercizio per gli
addominali se, quando vi alzate, utilizzate gli addominali per mantenere
una postura corretta contrastando il peso anteriore.
Usare gli addominali quando si nuota
Tutti questi rudimenti sull'impiego degli addominali mentre si sta in
piedi possono essere applicati anche quando si nuota. Molti subacquei
permettono che la loro cintura di zavorra spinga la schiena ad arcuarsi
esageratamente, facendoli apparire come se fossero stesi a faccia in
giù in un'amaca. Il fulcro della pinneggiata, anziché
essere gli addominali e l'anca, si sposta sulle giunture della zona
lombare. Utilizzate gli addominali per raddrizzare la posizione contrastando
la spinta della cintura e dell'attrezzatura. Il vostro corpo sarà
più fluido, la pinneggiata più potente e la vostra schiena
ve ne sarà riconoscente.
Non è opportuno solo l'arcuare la schiena
Voi sapete di avere una piccola curvatura verso l'interno nella parte
inferiore della schiena (lordosi). Arcuare la schiena, di per sé,
non rappresenta un problema per il dolore lombare ed il controllo della
postura. Il problema è non utilizzare i muscoli per non far poggiare
il peso della parte superiore del corpo sulla zona lombare. Questo spesso
genera confusione e molte persone ritengono che non debbano mai arcuare
la schiena. L'estensione della schiena è, infatti, uno dei più
importanti esercizi per la salute della zona lombare. Gli esercizi cruciali
per il rinforzo della schiena richiedono una gamma di movimenti che
tendono ad estendere la posizione. Mantenere l'arcuatura è importante
per attività come il tennis, la ginnastica, lo yoga, lo stretching
e molte altre attività. Molte persone non sanno come utilizzare
i loro addominali durante que¬sto genere di movimenti; essi semplicemente
permettono alla loro schiena di piegarsi all'in¬dietro sotto tutto
il loro peso. Mantenendo il peso della parte superiore del corpo con
gli addominali, potrete alleggerire ed estendervi senza che il vostro
peso poggi sulla zona lombare. Si stima che otto persone su dieci provino
dolore lombare nel corso della loro vita, anche se ciò potrebbe
quasi sempre essere evitato. Per la maggior parte si tratta di semplici
movimenti meccanici.
Cosa c'è di sbagliato in questo modo di fare?
Perché non fare gli esercizi addominali per prevenire tutti i
problemi? Una recente indagine dell'industria del fitness ha preso in
considerazione i più comuni esercizi addominali e li ha catalogati
dal più efficace al meno efficace nello sviluppo della muscolatura
addominale. Il problema è che gli investigatori hanno completamente
dimenticato tre concetti basilari. Un esercizio può far lavorare
un muscolo specifico pur continuando a promuovere una postura scorretta
e può quindi non essere adatto per la maggior parte delle persone.
Anche se un esercizio allenerà i vostri muscoli addominali più
di un altro, questo potrebbe anche rivelarsi inutile per fare ciò
di cui avete veramente bisogno nel corso della vita di tutti i giorni.
Il semplice allenamento muscolare non determina la giusta postura necessaria
a praticare sport ed attività ricreative, o per ridurre il dolore
alla schiena.
"Gli esperti" dicono di fare i piegamenti per rendere più
forti gli addominali affinchè vi "supportino". Ma il
solo rinforzo non correggerà la vostra postura e non ridurrà
il vostro mal di schiena. Moltissime persone con una muscolatura fortissima
ha una postura terrìbile: è come avere il cervello e non
usarlo.
È una rivoluzione
La prossima volta che state in piedi e notate che vi fa male la schiena,
controllate se state in piedi e vi muovete in una maniera che rovina
la vostra schiena perché non state usando nel modo più
corretto i vostri muscoli. Notate se state lasciando che il vostro peso
corporeo ed il peso della vostra attrezzatura stiano comprimendo la
zona lombare. Controllate se la cintura di zavorra inclina verso il
basso la zona anteriore del bacino ed incurva la schiena, mostrando
che potreste star arcuando la schiena invece di mantenere una posizione
diritta. Utilizzate i vostri muscoli per portare l'anca sotto di voi
e per spostare il vostro peso in alto e lontano dafla zona lombare.
Con queste cognizioni nuove e rivoluzionarie rinforzerete i muscoli
addominali e potrete fare esercizi senza necessariamente dover andare
in palestra. Brucerete più calorie, sarete più diritti
e più alti, conserverete in salute la vostra schiena, sarete
un subacqueo migliore ed eserciterete il vostro cervello: è una
rivoluzione.
Il
bambino e l'immersione subacquea
aspetti medici
del Dott. Maurizio Schiavon
"Articolo tratto Pneumologia Pediatrica n. 15, edito da
Primula Multimedia S.r.L (Pisa" e con il permesso della
Società Italiana di Malattie Respiratorie Infantili
(S.I.M.R.I.)
Riassunto. La diffusione sempre maggiore degli sport
subacquei vede coinvolti anche i bambini. Dalle basi fisiopatologiche
vengono desunti comportamenti specifici, con l’obiettivo di aumentare
la sicurezza dell'immersione. Vengono analizzate le offerte formative
delle maggiori agenzie internazionali e gli standard previsti dalle
organizzazioni mediche. Stabilire un'età minima per l'accesso
del bambino alle attività subacquee è anche compito del
medico, che si pone a pieno titolo nella valutazione del rapporto rischi/benefici,
a tutela della salute del giovane candidato sub. Un controllo sanitario
per valutare l'idoneità al corso di addestramento, e periodico
durante l'attività, è Fondamentale nella prevenzione anche
delle piccole patologie.
Corrispondenza: Dott. Maurizio Schiavon, Centro di Medicina dello Sport,
Azienda ULSS 16 dì Padova, Complesso Socio Sanitario dei Colli,
via dei Colli 4, 35143 Padova; e-mail: maurizio.schiavon@unipd.it
Introduzione
Negli ultimi 30 anni si è avuto un notevole aumento di soggetti
che si dedicano all'immersione sportiva, sia in apnea che con autorespiratore,
coinvolgendo entrambi i generi e tutte le età.
Se infatti all'origine dell'attività subacquea moderna, nella
seconda metà del 20° secolo, questa era derivata dalle esperienze
militari della seconda guerra mondiale e coinvolgeva prevalentemente
soggetti maschi con particolare prestanza fisica, più recentemente
l'immersione subacquea si è caratterizzata in senso ricreativo,
impostando le tecniche di addestramento e di immersione sul divertimento
ed il relax, con migliori attrezzature, in parte dedicate anche ai più
giovani, che permettono a chiunque di avvicinarsi ad essa, anche a bambini,
ragazzi e adolescenti.
Nello stesso tempo ci si chiede qual’è il giusto rapporto
rischi-benefici connesso all'immersione in età precoce, indipendentemente
dalle spinte economiche del mercato, che coinvolge industrie produttrici
di attrezzature, negozi, operatori turistici e riviste specializzate.
Il medico deve inserirsi nel percorso di prevenzione, a tutela della
salute del giovane candidato sub.
Il bambino, il ragazzo, l'adolescente che si immerge, sia in apnea che
con autorespiratore, " porta con sé le proprie caratteristiche
anatomiche e fisiologiche. Non si tratta di "piccoli adulti"
a cui somministrare corsi in parte adattati, a cui applicare tabelle
di immersione desunte da studi sperimentali e algoritmi testati nell'adulto.
Panchard in una recente revisione della letteratura scientifica sull'applicazione
dell'immersione al giovane e sugli eventuali rischi ad essa connessi,
ha rilevato una notevole scarsità di lavori. Un solo studio prospettico
è stato effettuato con i criteri dell'evidenza clinica da Vandenhoven
et al. su 234 bambini sub tra i 6 e i 13 anni del Belgio. In quest'ultimo
lavoro, un follow-up di 8 anni ha escluso incidenti significativi in
2.216 immersioni in mare, segnalando un unico caso di sincope ipossica
in apnea, mentre durante il corso e le immersioni si sono evidenziati
problemi ORL minori e con completo recupero dopo trattamento (disfunzioni
tubariche, otiti esterne, perforazione timpanica) In altri lavori il
rischio teorico e concettuale è stato spacciato per dato reale,
per cui tali raccomandazioni sono da considerare empiriche e per gran
parte basate sull'emotività. In questa mescolanza tra teorie
e realtà, alcune domande vengono sempre più frequentemente
poste al medico circa I’immersione subacquea nel giovane:
1. ci sono diversità tra immersione in apnea e con autorespiratori?
2. quali sono gli effetti fisiologici dell'immersione?
3. il giovane è più a rischio per Patologia da Decompressione
(PDD) o altri incidenti?
4. ci sono limitazioni all'immersione per le caratteristiche fisiche
e fisiologiche del giovane?
5 a che età si può iniziare l'attività subacquea?
6. che tipo di accertamenti sanitari sono necessari?
Un'analisi delle caratteristiche dei corsi offerti dalle più
importanti agenzie di istruzione subacquea e la revisione della letteratura
internazionale ci permetteranno di ridurre, non eliminare, l'area grigia
sottesa tra teorie e realtà.
Le tecniche di immersione
Le tecniche usate dai sub risalgono all'antichità, quando l'uomo
primitivo ha cercato di immer¬gersi sfruttando la propria capacità
di trattenere il respiro, dedicandosi alla ricerca di cibo (pesca subacquea)
e ricchezza (pesca in apnea di spugne e perle). Immersioni lavorative
quindi, ma anche militari: Tucidide riferisce come, nell'attacco ateniese
a Siracusa nel 414 a.C. sia stato fondamentale l'intervento di alcuni
subacquei per tagliare le barriere immerse, stese a protezione del porto.
Il fascino dell'immersione in apnea, definita nei paesi anglosassoni
free diving, resta intatto anche ai giorni nostri per la sensazione
di libertà offerta dalla ridottissima attrezzatura richiesta,
e nello stesso tempo apre la possibilità a chiunque di avvicinarsi
al mondo subacqueo. La limitazione di immagazzinare ossigeno in superficie
imposta dalla fisiologia è stata inoltre superata con gli autorespiratori
(SCUBA = Self Contained Underwater Breathing Apparatus) contenenti aria
(ARA= auto-respiratore ad aria) o miscele di gas a varie concentrazioni
di ossigeno e azoto. L'immersione (scuba diving) può quindi essere
effettuata con la "normale" respirazione, limitata nel tempo
in funzione della quantità di gas disponibile, ma pur sempre
con il vincolo delle modificazioni fisiche e fisiologiche dell'iperbarismo.
Quest'ultime devono quindi essere conosciute dal candidato sub frequentando
specifici corsi di apprendimento, con adeguato training fisico
e tecnico, ma anche dal medico che intenda occuparsi di valutazione
di idoneità.
Il lavoro subacqueo e gli effetti fisiologici dell'immersione
L'immersione è caratterizzata da un lavoro in ambiente straordinario,
che condiziona modificazioni fisiche e fisiologiche. Ogni 10 metri di
discesa in acqua di mare si ha un aumento della pressione ambiente di
100 kPa, equivalenti a 1 atmosfera (1bar). Il volume di un gas, a temperatura
costante, contenuto in una cavità (torace, seni paranasali, orecchio
medio ed intestino) cambia in maniera inversamente proporzionale alla
pressione assoluta (PxV=costante), con compressione durante la discesa
ed espansione durante la risalita (legge di Boyle). Un soggetto adulto
in apnea con un volume di gas intratoracico di 6 litri a livello del
mare sarà compresso a 2 litri a 20 metri d profondità
(3 bar) e a 1.5 litri a 30 metri (4 bar). Con l'uso dell'autorespiratore,
i volumi si mantengono costanti, in presenza di una respirazione senza
pause, per l'equilibrio pressorio all'interno ed all'esterno della gabbia
toracica garantito dall'erogatore. Se durante la risalita non si espelle
aria, per la legge di Boyle si può avere una sovradistensione
con barotrauma polmonare (PB). È bene ricordare che il corpo
umano è pressoché un fluido incomprimibile, e che per
avere un barotrauma sono necessari la presenza di gas in uno spazio
interno, che lo stesso spazio abbia pareti rigide e sia chiuso, che
ovviamente ci siano modificazioni della pressione ambiente. Nel caso
si respiri in immersione, si hanno anche modificazioni a livello dei
gas, secondo altre leggi fisiche. La pressione parziale dei gas aumenta
infatti in maniera proporzionale all'aumento della pressione ambiente
(legge di Dalton) e la quantità di gas che si solubilizza in
un liquido, per una data temperatura, dipende dalla pressione parziale
del gas, oltre che dal suo coefficiente di solubilità (legge
di Henry). Una maggior quantità di gas inerte, soprattutto azoto,
si solubilizza nei tessuti in profondità e viene rimosso durante
la risalita con formazione di bolle, anche in immersioni corrette. Il
polmone cattura e rimuove dalla circolazione i complessi bolle gassose/proteine/piastrine
formatesi nei tessuti, veicolati nel sangue fino all'atrio destro e
alla circolazione polmonare. Solo nel caso non si riesca ad eliminare
le bolle per una loro eccessiva produzione si andrà incontro
ad una Patologia Da Decompressione (PDD o DCI = Decompression Illness
degli autori anglosassoni). È noto come la presenza di shunt
intrapolmonari (malattie congenite cardiache con shunt destro-sinistro,
embolie polmonari pregresse, malformazioni artero-venose) aumentino
il rischio di DCI. Respirare in immersione è inoltre più
difficile perché aumenta la densità del gas inalato (per
aumento del n° di molecole in un volume, proporzionalmente alla
Pressione assoluta), diminuisce la viscosità cinematica (e quindi
c'è la possibilità di maggiori turbolenze), aumentano
le resistenze nella fornitura d'aria per la densità del gas nei
tubi, stadi dell'erogatore, boccaglio, con aumento anche dello spazio
morto. Il lavoro respiratorio aumenta quindi per la combinazione di
maggior densità del gas, aumento della pressione idrostatica
ed alterazione della meccanica respiratoria.
Diventano necessarie quindi una maggior Pressione negativa per inspirare
e una maggior Pressione positiva per espirare, con caricamento statico
del polmone ridotto e possibilità di ipercapnia durante esercizio
fisico. La Massima Ventilazione Volontaria (MW) di un adulto in acqua
si riduce notevolmente, da 200 I/min della superficie a 65 I/min a 50
m, oltre che per l'aumento di densità del gas e delle resistenze
delle vie aeree, per ridistribuzione del volume sanguigno dalla periferia
verso il centro (torace) pari a circa 700 mi, con parallela diminuzione
del volume polmonare (blood shift). Viene alterato il rapporto ventilazione/perfusione,
con disomogeneo scambio gassoso polmonare e riduzione della massima
capacità respiratoria.
Se in circostanze normali la larga capacità di riserva del polmone
è sufficiente a tollerare questi fattori limitanti l'esercizio,
in circostanze patologiche la riduzione della funzionalità polmonare
può divenire critica in acqua. Una riduzione della MW già
presente in superficie si trasferirà in immersione con una riduzione
ancora più marcata, creando seri problemi alla respirazione del
subacqueo, al quale può essere richiesto, in situazioni di emergenza,
un livello di attività anche medio-alto.
Epidemiologia degli incidenti subacquei nel giovane
Pouliquen riferisce come in un programma di immersioni subacquee con
ARA per bambini dai 4 ai 12 anni, che
prevedeva istruzione ed immersioni con supervisione, in 7.000 immersioni
complessive non si siano registrati problemi.
La Professional Association of Diving Instructors (PADI) ha rilasciato
122.298 certificazioni Junior Open Water tra il 1988 e il 1998, con
un solo caso di morte per incidente subacqueo. La Confédération
Mondiale des Activités Sub-aquatiques (CMAS) ha registrato quasi
1.000.000 di immersioni nel suo programma didattico per bambini, senza
seri incidenti. Da questi dati si evince come il rischio di seri incidenti
in queste attività sia oggettivamente molto basso. Il data base
del Divers Alert Network (DAN) Europe, su un totale di 70.501 iscritti,
ha annotato 46 giovani membri, di età inferiore ai 10 anni, e
1.053 nel range 10-20 anni. Non ci sono stati incidenti nel gruppo dei
più giovani, mentre nel secondo gruppo, negli ultimi 20 anni,
è segnalato un solo caso di emergenza subacquea per un giovane
di 16 anni." Infine si ricorda l'unico lavoro prospettico già
citato, con un follow-up di 8 anni, in cui Vandenhoven et al. su 234
bambini sub tra i 6 e i 13 anni del Belgio non hanno registrato incidenti
significativi in 2.216 immersioni in mare, segnalando un unico caso
di sincope ipossica in apnea e alcuni problemi ORL minori, durante il
corso e le immersioni, con completo recupero.
Caratteristiche anatomo-fisiologiche e fisiopatologiche del
soggetto in età evolutiva e loro implicazioni sull'immersione
Le velocità di sviluppo, crescita e maturità dei soggetti
sotto i 18 anni variano considerevolmente, per cui l'età in cui
poter iniziare lo sport subacqueo non può essere uniforme per
fattori psicologici, intellettuali e fisici.
I tratti più importanti richiesti in questa attività sportiva
(capacità di giudizio, responsabilità, attenzione ai dettagli,
rispetto delle regole e dei ruoli), si sviluppano lentamente in certi
minorenni. II senso del pericolo e la conoscenza della morte vengono
raggiunti gradualmente, verso i 10-12 anni. D'altra parte non è
necessario far fare al bambino una immersione standard di tipo adulto,
ma solo "accompagnarlo" in immersione, come avviene in altre
occasioni (in montagna o in una regata velica); parimenti non è
indispensabile che il bambino abbia la capacità di comprendere
le basi teoriche dell'immersione per assimilarle, come non deve conoscere
la fisiologia dell'alta montagna o come leggere una mappa per sciare
o seguire i genitori durante trekking. Non dimentichiamo infine che
l'immersione subacquea è considerata come sport formativo, che
sviluppa il senso di responsabilità e favorisce lo sviluppo psicomotorio.
Avvicinare in modo più completo il bambino all'acqua, al mare
in particolare, superando i naturali timori, diventa importante nella
maturazione tra il bambino e l'ambiente circostante. Una appropriata
stimola¬zione tattile e propriocettiva permette allo stesso di conoscere
le relazioni tra gli oggetti al di fuori del proprio corpo. L'attività
motoria dunque diventa un fattore determinante, che concorre allo sviluppo
della personalità sia a livello affettivo che intellettivo, maggiormente
efficace se svolta in un ambiente naturale, ricco di piacevoli stimoli
fisici e umani. Anche le motivazioni del bambino sono importanti, come
scelta autonoma dello stesso, ed il medico non deve trascurare le sollecitazioni
eccessive dei genitori in tal senso: in questo caso non ci si potrà
attendere dal candidato sub la concentrazione e la calma sufficienti.
Una valutazione con questionario di 34 domande rivolte ad un campione
di 12 ragazzi di 8-12 anni, partecipanti ad un corso sperimentale organizzato
dalla Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee
(FIPSAS) di baby-sub in piscina sulle loro motivazioni, sulle attività
svolte in acqua, sul loro rapporto con l'istruttore e con gli altri
bambini...ha evidenziato che essi erano tranquilli e sereni prima (77.3%),
durante (81.8%) e dopo la lezione (72.7%). Non c'erano esercizi che
facevano paura, ma anzi li divertivano molto. Tra le motivazioni dei
genitori, rilevate su un campione di 22 genitori con questionario di
30 domande, il 31.82% di loro aveva deciso di iscrivere il proprio figlio
perché prendesse confidenza con l'acqua, perché vincesse
la paura dell'acqua (18.18%), perché facesse nuove esperienze
(13.64%) e perché lo aveva richiesto il bambino stesso (13.64%).
Entrambi, genitori (72.7%) e bambini (83.3%), erano soddisfatti del
corso e tutti (100%) avevano intenzione di continuare. A ciò
correlata è la raccomandazione che i programmi di immersione
per bambini debbano essere adattati all'età (maturità)
e debbano evitare stress non dovuto; non sono necessari esami di valutazione
e il bambino non può essere responsabile in alcun modo della
sicurezza del team."
In ogni caso dovranno essere applicate tecniche per evitare ansietà
durante l'immersione: il bambino deve avere in acqua libera buoni riferimenti
visivi, come il bordo della piscina, con discesa e risalita lungo una
linea (sagola dell'ancora) o il reef o il fondo del mare. In passato,
in considerazione di studi sugli animali, è stato enfatizzato
il rischio di PDD nelle cartilagini di accrescimento delle ossa lunghe,
con localizzazione di microbolle e compromissione dell'accrescimento.
Il danno è da considerarsi basso per l'ottima vascolarizzazione:
la cartilagine di accrescimento ha probabilmente un periodo di washout
del gas inerte più breve rispetto a quello dell'osso dell'adulto.
Limitare profondità e durata dell'immersione permettono di ridurre
ancor più i rischi teorici di PDD. Il rischio osteoarticolare
in età pediatrica è invece collegato al sollevamento di
pesi (bombola, pesi per la zavorra...) con possibile lesione dei centri
di ossificazione. La necessità fisica di avere forza sufficiente
per il trasporto dell'attrezzatura non sembra però più
così rilevante come in passato, in cui era richiesta una taglia
con almeno 45 kg di peso e 150 cm di altezza, dato che ormai nel mercato
si possono facilmente trovare attrezzature dedicate con autorespiratori
di 5-8-10 litri.
Prima dei 7-8 anni c'è rischio di dispnea, ipossia e PB dovuti
all'immaturità polmonare. Infatti la maturazione polmonare progredisce
parallelamente all'accrescimento corporeo: la crescita bronchiale e
l'aumento del numero degli alveoli si completa infatti fino agli 8 anni.
L'elasticità polmonare continua a svilupparsi fino ai 12 anni.
La resistenza delle vie aeree è più alta e l'espirazione
passiva più lunga. Più del 30% delle unità alveolari
dimostra un rapporto ventilazione/perfusione basso prima dei 7 anni,
dovuto alla precoce chiusura delle piccole vie aeree, con rischio teorico
di air trapping, e PB. Questi cambiamenti di ventilazione/perfusione
e la possibile aumentata incidenza di pervietà del forame ovale
(PFO) può modificare il washout del gas inerte nei bambini. Infatti
in ogni immersione si formano bolle, che in presenza di PFO possono,
in alcune occasioni, determinare embolia paradossa, con passaggio delle
stesse dall'atrio destro al sinistro, saltando il filtro polmonare.
Se è ben nota nella popolazione generale adulta la percentuale
con PFO (20-30%), maggiore sarà quella dei soggetti di età
inferiore ai 10 anni, in cui una certa quota non ha ancora raggiunto
la chiusura. Le strategie attuate per minimizzare il rischio non prevedono
comunque, nemmeno per l'adulto, indagini ecocardiografiche a tappeto,
ma si basano essenzialmente nella non/ridotta formazione di bolle, limitando
la saturazione dei tessuti, con minor profondità e tempo d'immersione,
associati, nel caso specifico, a una tappa di sicurezza più severa
dell'adulto. Se il consumo di ossigeno nel bambino è relativamente
più elevato dell'adulto, la riserva respiratoria in caso di apnea
è dunque diminuita, con maggiori difficoltà di riemersione
in caso di incidente. La prevenzione della sincope ipossica viene attuata
limitando l'apnea a 30 secondi dopo l'età di 8 anni, proibendo
l'iperventilazione fino ai 10 anni e limitandola in maniera meticolosa
fino ai 14 anni. Lo spazio morto anatomico è relativamente più
grande nel bambino e di questo si dovrà tener conto nella scelta
delle attrezzature respiratorie subacquee, per non incrementarlo ulteriormente
(snorkel di lunghezza e diametro adeguati). Se infine consideriamo il
sistema respiratorio come una struttura in crescita, lesioni minime
potranno essere più importanti di quanto si immagini alla fine
dello sviluppo. Peraltro tale ipotesi non è confermata dal follow-up
dei bambini-sub del Belgio, in cui non si sono registrati problemi,
in particolare riguardo all'accrescimento, sviluppo puberale e udito.
Il bambino genera più calore metabolico e brucia più energia
dell'adulto, tipicamente ha un rapporto area di superficie/massa corporea
maggiore, presenta una più larga superficie di dispersione calorica.
Ciò detto, associato ad un maggior flusso ematico periferico,
pone il preadolescente in una situazione di maggior rischio di stress
da freddo: nuotando in mare a 20.3° C, una ragazza di 8 anni perde
2.5-3° C nella temperatura del core, mentre una ragazza di 16-19
anni dimostra un piccolo stress termico. Per questo motivo il bambino
necessita di una miglior protezione termica, rispetto all'adulto, e
la durata dell'immersione stessa dovrà è essere proporzionalmente
ridotta rispetto a quella dell'adulto. La maggiore sensibilità
alla disidratazione del bambino, accresciuta dalla respirazione di aria
compressa deumidificata, possono aumentare il rischio di ipotermia.
Una buona idratazione e il cambio immediato della muta con indumenti
caldi dopo l'immersione minimizzeranno viceversa il rischio stesso di
ipotermia.
Anche per la protezione termica con la muta, come pure per i giubbetti
equilibratori, sono oggi disponibili taglie di dimensioni adatte anche
ai bambini, e il solo problema risulta essere quello economico, per
la necessità di cambiare spesso tali presidi, in funzione dell'accrescimento
del bambino. I problemi più rilevanti emersi nei bambini sono
legati alla loro particolare conformazione anatomica ORL (la tuba di
Eustachio più piccola, piatta ed orizzontale si chiude con la
deglutizione, diversamente dall'adulto), associati alla frequente ipertrofia
delle adenoidi. Particolare attenzione dovrà essere posta perché
ciascun bambino capisca e metta in pratica la manovra di compensazione,
sia durante la visita medica che nella scuola in piscina. In questo
modo si avranno in pratica pochi problemi.
A che età si può iniziare l'attività subacquea?
Una prima differenziazione riguarda il tipo di immersione, sia essa
in apnea, con il solo ausilio di maschera pinne e boccaglio, completamento
dell'osservazione dalla superficie, sia con autorespiratore in aria
(ARA). L’uso degli autorespiratori con miscele gassose diverse
dall'aria, riservato anche per gli adulti a casi particolari, non viene
ovviamente promosso per i bambini. Negli USA la Undersea and Hyperbaric
Medicai Society (UHMS) ha considerato ragionevole iniziare l'uso dell'ARA
dai 12 anni. La South Pacific Underwater Medicine Society (SPUMS) raccomanda
tutt'ora un'età minima di 14 anni per le attività subacquee
con ARA, in sintonia con gli Standard Australiani. Queste raccomandazioni
si basano sull'idea che il bambino non abbia la maturità emotiva
e la confidenza per operare in sicurezza in caso di emergenza subacquea.
Alcune emergenze, che includono l'aver finita l'aria disponibile, separarsi
dal proprio compagno di immersione, essere coinvolti da forte corrente
o in caso di malfunzionamento dell'equipaggiamento, possono portare
al panico e tipicamente ad una rapida risalita verso la superficie,
rischiando il PB e la PDD. Diversamente, e con lo scopo di promuovere
lo sport subacqueo, nel 1999 il Recreational Scuba Training Council
(RSTC), che raggruppa le maggiori agenzie USA, basandosi su esperienze
europee, in particolare francesi, ha deciso di eliminare la propria
raccomandazione sull'età minima di 15 anni per le certificazioni
junior. Da allora alcune agenzie hanno abbassato il limite di età
per i propri corsi dedicati a bambini e ragazzi in apnea e/o con autorespiratori.
La CMAS, agenzia internazionale prevalentemente europea, ha stilato
nel 2003 gli standard per l'immersione dei bambini con autorespiratore
proponendosi, in completa sicurezza, di individuare corsi specifici
che forniscano al bambi¬no gli elementi per divertirsi in una differente
situazione ambientale, attraverso una esperienza piacevole. I requisiti
minimi prevedono un range di età tra 8 e 14 anni, la capacità
di nuotare per almeno 25 metri, un certificato di idoneità rilasciato
da un medico con esperienza nel campo dell'immersione dei bambini e
che includa un controllo del timpano. Interessanti le appendici 1, 2
e 3. con le caratteristiche più significative dello sviluppo
del bambino in senso morfologico e di accrescimento, con gli aspetti
funzionali e psicomotori caratteristici dei diversi gruppi di età
(4-8, 8-10 e 10-12 anni), con gli aspetti psicologici e sociologici
tipici dei suddetti gruppi. Esse si concludono con indicazioni specifiche
e suggeriscono precauzioni per gli istruttori. Vengono inoltre stabiliti
degli standard di sicurezza per l'immersione con autorespiratore in
funzione del gruppo di età (8-12 e 12-14 anni) e dell'esperienza
(prima esperienza, delfino di bronzo, delfino d'argento e delfino d'oro)
con limitazione della profondità a 3, 5 e 10 metri, del numero
di immersioni nelle 24 ore (max 2) e del tempo (max 25 minuti), anche
in rapporto alla temperatura dell'acqua. Vengono inoltre previste attrezzature
specifiche, adattate al bambino (pinne, erogatore, maschera, muta, pesi
e giubbetto equilibratore), come pure quelle per istruttore; specifiche
strutture organizzative che comprendono la sicurezza in superficie e
nei luoghi di immersione. L'insegnamento si basa su lezioni teoriche
che prevedono, oltre all'uso dell'attrezzatura e delle modalità
dell'immersione, nozioni di biologia marina (riconoscere piante e animali,
specie quelli pericolosi), archeologia, fotografia e rispetto dell'ambiente.
Ad esse ranno poi sequito le lezioni pratiche sia in ambiente artificiale
(piscina) che naturale (lago, mare , e si propongono obiettivi diversi
a seconda del grado ai preparazione richiesto. La PADI, inizialmente
diffusa negli USA e da qui in molte parti del mondo, prevede anch'essa
diversi livelli, il primo dai 5 anni, chiamato "SASY" (Suppliea
AIR Snorkeling for Youth) in cui il bambino respira da una sorgente
d'aria come da un normale snorkel, senza immergersi, solo dalla superficie.
Segue, dagli 8-9 anni, il corso "Bubblemaker", in piscina
a profondità massima di 2 metri, con uso di autorespiratore,
per finire con i "Seal Team" dove si apprendono le basi per
un'immersione sicura attraverso l'avventura "AquaMissions".
La certificazione subacquea vera e propria parte invece dai 10 anni
con i corsi PADI Junior Scuba e PADI Junior Open Water, in cui il limite
di profondità massima è 12 metri.
La SSI (Scuba Schools International), altra agenzia internazionale,
ha chiamato "Scuba Ranger" il suo progetto formativo, dedicato
a ragazzi tra 8 e 12 anni, che abbiano i rudimenti del nuoto, siano
tranquilli in acqua ed in stato di buona salute. In 5 livelli il Ranger
acquisisce progressivamente le tecniche di sicurezza in acqua, nuoto
e snorkeling (Red Ranger), in pratica ancora a corpo libero, un approfondimento
del precedente livello e il primo uso di autorespiratore (White), con
uso dell'autorespiratore attraverso divertimento e gioco (Blue, Silver
e Demo). Al termine, livello 5, il ragazzo può iscriversi allo
"Scuba Ranger Club". La FIPSAS, federazione sportiva italiana
aderente al CONI, prevede corsi di Avviamento agli Sport Subacquei rivolti
ai giovani di età inferiore a quella prevista per il conseguimento
del primo brevetto abilitante, dalla stessa fissata a 14 anni. Quelli
introduttivi, sono indirizzati al raggiungimento di una ragionevole
dimesti¬chezza con l'ambiente acquatico (acquaticità e subacquaticità
dì base, a corpo libero e con maschera, pinne e boccaglio) per
i Baby-sub (4-7 anni), in bacino delimitato. Per i ragazzi di età
8-13 anni vengono proposti due indirizzi, tra loro integrabili, ciascuno
in tre livelli (Paguro, Cavalluccio, Delfino e 1-2-3 Stelle) e con specializzazioni:
Mini-APNEA (con l'obiettivo di consentire la pratica in sicurezza dello
snorkeling e dello sea-watching), e Mini-ARA (con l'obiettivo di consentire
l'effettuazione di semplici immersioni con autorespiratore ad aria accompagnato
dall'istruttore del corso). Particolare attenzione viene raccomandata
per la sicurez¬za, specie nel rapporto istruttori-allievi, nella
profondità massima raggiungibile (1-1,5-3-5-10 metri a seconda
del livello) e nel tempo di permanenza (massimo 30 minuti). Una naturale
progressione dall'apnea all'autorespiratore viene suggerita, sottolineando
la valenza forma¬tiva dell'apnea. Compito dell'istruttore è
anche individuare, e non assecondare, situazioni in cui l'avvicinamento
alla subacquea, più che una naturale inclinazione del ragazzo,
sia legata a forzatura da parte dei genitori. Infine, a livello internazionale,
un meeting di esperti indipendenti durante il World Congress on Drowning
2002 ha raggiunto il consenso su tale raccomandazione: "la politica
di addestrare all'immersione bambini di 8 anni dovrebbe sottolineare
l'immaturità dell'atteggiamento mentale che molti giovani possono
avere quando si trovino in emergenza".
Il controllo sanitario preventivo e periodico
Nel monitoraggio dei bambini subacquei belgi già citato, Vandenhoven
et al. prevedeva la valutazione medica iniziale, con controlli annuali,
inclusi test di funzionalità respiratoria, ECG a riposo e dopo
sforzo; alla prima selezione anche EEG.
Già è stata sottolineata l'importanza dell'apparato respiratorio
per una immersione sicura, unico apparato direttamente connesso con
l'ambiente iperbarico esterno. Recenti linee guida sull'idoneità
pneumologica all'attività subacquea, rivolte all'adulto, pubblicate
su Thorax, valorizzano la necessità di test di funzionalità
respiratoria, specie nel soggetto asmatico. Classicamente l'asma è
stata una delle preclusioni permanenti e assolute all'attività
subacquea, sia in Italia che all'estero. Tale valutazione si basava
sul presupposto teorico che ogni lesione patologica che interferisca
con la fuoriuscita del gas dai polmone (ad es. ostruzioni importanti
nell'albero bronchiale) possa causare la sua rottura a monte. In effetti
nei deceduti per PB non si è evidenziata come causa favorente
l'ostruzione bronchiale, scarsi sono i dati epidemiologici che supportino
il rischio teorico e il PB oltre che raro è legato in molti casi
al tipo di immersione. La British Thoracic Society ha invece tracciato
delle linee guida sugli aspetti respiratori dell'idoneità all'immersione,
basandosi su una revisione ragionata della letteratura e sul consenso
di un gruppo dì esperti. Le raccomandazioni scaturite sono graduate
secondo ì livelli di evidenza del SIGN (Scottish Intercollegiate
Guideline Network). Le raccomandazioni sul protocollo da seguire nella
valutazione e sulle indicazioni specifiche sono raggruppate prevalentemente
nel grado B (livelli lla, llb e III), cioè da studi clinici ben
condotti, ma non trial controllati e randomizzati, nel grado C (livello
IV), cioè da reports di un comitato di esperti o opinioni e/o
esperienza clinica di autorità rispettate, indicando l'assenza
di studi direttamente applicabili di buona qualità.
Vengono consigliati comportamenti diagnostici specifici per l'idoneità
respiratoria all'immersione subacquea, (Tab. 1) e fornite raccomandazioni
per i soggetti con asma (Tab. 2), secondo i livelli di evidenza. Pur
essendo stabilite per l'adulto, le suddette linee guida possono essere
applicate anche nel bambino, considerando peraltro come nello stesso
sia più probabile un andamento clinico fluttuante. Non vanno
infatti dimenticati i possibili rischi legati all'ambiente straordinario
in cui il soggetto opera, per cui la valutazione del bambino, candidato
subacqueo, con storia di asma deve coinvolgere i genitori e, oltre che
approfondita, deve essere personalizzata, deve tener conto della maturità
del soggetto, del suo livello di comprensione, senso ai responsabilità
e disponibilità ad accettare un presunto aumento di rischio da
parte dei genitori stessi.
La SPUMS raccomanda a tutti i candidati di sottoporsi a valutazione
medica effettuata da medico formato in medicina subacquea, oltre al
consenso informato da parte dei genitori. Suggerisce inoltre di tener
conto della natura dell'attività, del tipo di equipaggiamento
usato e dell'ambiente in cui tale attività viene praticata.
La CMAS prevede nei suoi standard un certificato di idoneità
rilasciato da un medico con esperienza nel campo dell'immersione dei
bambini e che includa un controllo del timpano. Negli USA il RSTC richiede
a tutti i partecipanti di completare un questionario, e a chiunque risponda
in maniera affermativa ad una qualsiasi domanda, di sottoporsi a consulto
medico presso un medico di medicina generale.
Elliott e la sua task force, più recentemente, raccomandano che
il bambino di circa 15 anni, comunque di età non inferiore agli
8 anni, sia valutato per idoneità medica, fisica e mentale, prima
di iniziare un corso per sub. Una valutazione all'inizio della preparazione
non può comunque essere considerata valida per il resto della
vita subacquea. Una rivalutazione è raccomandata infatti ad intervalli
che devono diminuire con l'avanzare degli anni, come pure una rivalutazione
deve essere effettuata dopo incidenti o malattie. Per avere un'opinione
sull'idoneità all'immersione, il medico dovrebbe essere edotto
sui rischi dell'attività subacquea e,dove possibile, essere in
possesso di specifica formazione secondo le linee guida dell'European
Diving Technology Committee (EDTC) e dell'European Committee for Hyperbaric
Medicine (ECHM), con le opportune revisioni periodiche."
Secondo Panchard indirizzare il bambino che desideri iniziare l'attività
subacquea ad un medico sarà sempre prudente; questo potrà
essere un pediatra, anch'egli subacqueo o un medico con formazione nel
campo della medicina subacquea o specialista in medicina dello sport.'
Infine, per la FIPSAS, in tutti i corsi per bambini è richiesto
un certificato medico di sana e robusta costituzione, chiamato "certificato
di idoneità sportiva per attività subacquee non agonistiche,
in cui il medico espressamente dichiara che il soggetto non presenta
problematiche a carico dell’apparato uditivo, del sistema cardiocircolatorio,
ai quello respiratorio (es. asma), di quello neurologico (es. epilessia),
o in generale patologie che possano produrre crisi i cui effetti verrebbero
aggravati dal fatto di trovarsi in immersione con autorespiratore.
Conclusioni
Le implicazioni fisiopatologiche dell'immersione subacquea studiate
nell'adulto, devono in parte essere adattate nel bambino: alla loro
luce vengono suggerite modificazioni di comportamento in grado di aumentare
la sicurezza dell'immersione.
Fondamentale è considerare l'immaturità dell'atteggiamento
mentale che molti giovani possono avere quando si trovino in emergenza,
per cui si consiglia il rilascio di certificazione (brevetto) a partire
dai 14-15 anni. Seguendo le linee guida internazionali, il bambino non
deve essere addestrato all'immersione prima degli 8 anni, prevedendo
training specifici in funzione dei gruppi di età e dell'esperienza.
Il medico competente riveste un ruolo importante nel controllo sanitario
preventivo e periodico, non limitandosi alla valutazione anamnestica
e clinica, ma approfondendo anche gli aspetti psicologici e motivazionali,
integrandosi con le altre componenti coinvolte (genitori, istruttori).
In questo modo l'esperienza subacquea potrà essere goduta dal
giovane in sicurezza.
Ringraziamenti: si ringraziano per la collaborazione il
Prof A. Marroni Presidente del Divers Alert Network Europe e dell'International
DAN, il Dott. E. S. Campbell curatore di www.scuba-doc.com
e la Scuola Federale FIPSAS-CONI del Club Sommozzatori Padova
Tabella 1
Inquadrare l'idoneità respiratoria all'immersione
subacquea
essere posta ai sintomi respiratori in atto, storia di malattie polmonari
compresa l'anamnesi dell'infanzia, precedenti traumi al torace e precedenti
episodi di pneumotorace
• Deve essere eseguito un esame obiettivo dell'apparato respiratorio
• Devono essere misurati volume espiratorio forzato in un secondo
(FEV1), capacità vitale forzata (FVC) e picco di flusso (PEF).
FEV1 e PEF devono essere normalmente maggiori del 80% del predetto e
il rapporto FEV11/FVC maggiore del 70%
• Una radiografia standard del torace non è considerata
necessaria in soggetti asintomatici, senza significativa storia di malattie
respiratorie e con normali reperti obiettivi. Nello stesso tempo tutti
i sub professionisti, inclusi quelli amatoriali che prevedano di lavorare
come istruttori sono invitati a sottoporsi prima ad una radiografia
del torace
• Una radiografia del torace è appropriata in presenza
di anamnesi per ogni malattia respiratoria significativa (pleurite,
polmonite, ricorrenti infezioni respiratorie, sarcoidosi, chirurgia
o traumi toracici, pneumotorace) e nei soggetti con attuali sintomi
respiratori e/o esame obiettivo positivo
• Misure di routine dei flussi espiratori, test da sforzo o test
di provocazione bronchiale non sono considerati necessari anche se sono
utili in specifici casi
• La TC con tecnica ad alta risoluzione (HRTC) del torace, che
ha una sensibilità maggiore della radiografia standard del torace
nell'evidenziare anormalità strutturali del polmone, può
essere utile in casi specifici
Tabella 2
Raccomandazioni per i soggetti con asma
• devono essere avvisati di non immergersi se hanno broncoostruzione
precipitata da esercizio fisico, freddo o emozioni.
• possono essere ammessi all'immersione, con o senza l'uso regolare
di antinfiammatori per via inalatoria (step 2 delle linee guida BTS)
se:
- sono liberi dai sintomi di asma
- hanno una spirometria normale (FEV1 > 80% del predetto e rapporto
FEV1VC > 70%)
- hanno un test da sforzo negativo (caduta del FEV1 <15%
dopo esercizio fisico) [una caduta del FEV1 tra 10 e 15%
è considerata comunque anomala]
• devono monitorare la loro asma con misure regolari bi-giornaliere
del loro picco di flusso, e devono astenersi dall'immersione se hanno:
- asma attiva (con sintomi che abbiano richiesto l'uso di formaci sintomatici
nelle 48 ore che precedono l'immersione)
- una riduzione del PEF (caduta >10% rispetto ai valori migliori)
- aumento della variabilità del picco di flusso (variazioni giornaliere
> 20%)
3°
trimestre 2004
Editoriale Dr.
Alessandro Marroni
Correzioni
oculari II parte del Dott. Antonio Palumbo
La
Febbre Dengue Di Don Leigh, redattore capo
Editoriale
Cari
Membri DAN Europe,
Questo numero di Alert Divers è particolarmente interessante
per vari motivi.
Abbiamo colto l'opportunità di spiegare le ragioni dei recenti
cambiamenti nei benefit dell'assicurazione DAN Europe e di descriverli
nel dettaglio. Questa materia è oggetto di domande molto frequenti,
e noi speriamo che la descrizione dei nuovi benefit, in realtà
unici nell'attuale mercato della subacquea ricreativa, vi aiuteranno
a capire quanto DAN Europe tiene a voi e si sforza di fornire ai propri
Iscritti servizi sempre migliori! La nostra helpline è a vostra
disposizione per ulteriori chiarimenti: non esitate a chiamarci al +39
085 893 0333 oppure e scriverci all'indirizzo mail@daneurope.org.
Questo numero è anche il primo, e speriamo non l'ultimo, nel
quale ospitiamo rapporti su emergenze subacquee inviati da Membri DAN
Europe: credo sia un modo molto utile ed importante per condividere
conoscenze ed esperienze tra i subacquei e con il DAN. Spero che molti
più Membri spenderanno alcuni minuti per descrivere situazioni
d emergenza ed incidenti mancati dei quali sono stati testimoni.
Sono convinto che condividere tali esperienze e possibilmente, aprire
un forum di discussione su d esse, costituisca una parte essenziale
della prevenzione degli incidenti. In particolare è estremamente
interessante il rapporto sull'implosione della protesi oculare: tali
eventi normalmente sono descritti sole sui testi di medicina subacquea
come "possibilità con le protesi oculari cave. Il caso riportato
da nostro iscritto è in realtà il primo di cui ho avute
informazione diretta.
Particolarmente interessante è anche l'orticolo sull'embolia
cutanea e le sue cause: questa forma di Malattia da Decompressione,
solo apparentemente benigna, sta diventando sempre più frequente;
inoltre, mentre fino ad alcuni anni fa sembrava essere tipica delle
donne, ora si riscontra sempre più spesso anche negli uomini,
con un'incidenza che pare equilibrata tra i generi. Molto spesso si
verifica in seguito a immersioni in apparenza "innocenti"
e in alcuni casi, in particolare quando i segni e sintomi sono localizzati
sull'addome, intorno all'area ombelicale, e sono associati a dolore
localizzato intenso, la condizione può essere associata con Foramen
Ovale Pervio. In due di questi casi la chiusura chirurgica del FOP ha
eliminato il problema.
Mentre certi profili d'immersione sono meno "innocenti" di
quanto si creda - come abbiamo potuto dimostrare con i nostri recenti
studi sulla sicurezza in decompressione e gli effetti delle tappe profonde
sulla presenza di bolle di gas circolanti dopo immersioni "no deco"
- è comunque interessante notare che certi segni e sintomi cutanei
sono associati alla presenza di FOP, anche se il numero di casi riportati
fino ad oggi è assolutamente insufficiente per dare alla scoperta
alcun significato statistico valido. Questa materia è ora oggetto
di una specifica sottosezione del nostro studio su risalita sicura e
tappe profonde. Vorrei porre ancora una volta l'accento sull'invito,
fatto alla fine dell'articolo di Joel Dovenbarger e Ivan Montoya, a
informarci su ogni caso di questo tipo al quale vi capiti di assistere
e anche a inviarci foto delle irritazioni cutanee, possibilmente insieme
al profilo elettronico dell’immersione che ha generato il problema.
Ultimo ma non meno importante, troverete la seconda parte dell'interessante
ed utile articolo sulla correzione dei difetti visivi con maschere ottiche
del Dott. Antonio Palombo, oculista subacqueo e consulente DAN Europe.
Ancora qualcosa non facilmente reperibile su riviste subacquee e testi
di medicina che DAN fornisce ai suoi preziosi Membri!
Buona lettura!
Acque chiare a lutti voi!
Prof Alessandro Marroni
Presidente DAN Europe
Le
correzioni oculari
Dott. Antonio Palumbo, Medico Chirurgo Oculista, DAN Europe
PARTE
SECONDA
INTRODUZIONE
Nella prima parte di questo lavoro abbiamo descritto i principali difetti
di refrazione, cioè miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.
Abbiamo poi discusso dei tipi di maschera attualmente in commercio,
dei loro vantaggi e difetti. Descriveremo ora i principali tipi di lenti
correttive usate nelle maschere subacquee.
LE LENTI CORRETTIVE USATE NELLE MASCHERE SUBACQUEE
1. LENTI CORRETTIVE PER OCCHIALI E LENTI CORRETTIVE PER
MASCHERE OTTICHE
La maggior parte delle lenti applicale alle maschere è fatta
di vetro.
Raramente le lenti delle maschere sono prodotte in policarbonato (ad
esempio gli oblò). Le lenti sono costituite da materiale (vetro
o plastica) ad indice di rifrazione maggiore dell'aria. Sono caratterizzate
da superfici curve. Le superfici convesse sono positive (convergono
i raggi di luce). Quelle concave sono negative (divergono i raggi di
luce).
Il cambiamento di direzione dei raggi di luce in questo caso viene chiamato
refrazione. Un metodo utile per distinguere facilmente le lenti positive
da quelle negative senza particolari apparecchiature consiste nel valutarne
lo spessore in punti diversi. Le lenti positive sono più spesse
al centro che alla periferia.
Il contrario è vero per quelle negative.
Le comuni lenti da occhiali non possono essere usate al posto dei vetri
delle maschere. Un primo motivo è dato dal fatto che le comuni
lenti da occhiale hanno la superficie anteriore convessa. Questa non
è adatta alle maschere, perché esse hanno una montatura
che necessita di un bordo anteriore piatto della lente per assicurarne
la tenuta stagna. Il secondo motivo è rifrattivo. Una normale
lente da occhiale ha generalmente una superficie anteriore convessa
ed una posteriore concava (lenti menisco). Il potere della superficie
anteriore della lente si somma algebricamente a quello posteriore per
dare il potere totale della lente. Le lenti di questo tipo presentano
dei vantaggi in aria perché hanno meno aberrazioni ottiche. Se
però la stessa lente menisco viene usata al posto del normale
vetro piatto standard in una maschera subacquea, il potere totale della
lente non sarà più lo stesso che in aria. Infatti la superficie
anteriore, a contatto con l'acqua, avrà un potere refrattivo
inferiore, mentre quella posteriore, a contatto con l'aria, avrà
un potere refrattivo invariato. Il subacqueo con la maschera vedrebbe
bene sulla barca, ma malissimo sottacqua. Per ovviare questo problema,
ed avere una lente che abbia lo stesso potere in aria ed in acqua, le
lenti da maschera subacquea hanno la superficie anteriore piatta (cioè
senza potere refrattivo) e tutto il potere della lente è sulla
superficie posteriore curva (concava, convessa o lorica). Anche con
gli oblò sferici applicati alle maschere subacquee, come sarà
descritto più avanti, esiste un problema refrattivo. Gli oblò
in aria hanno potere zero, mentre in acqua hanno un potere negativo
che è tanto maggiore quanto minore è il raggio di curvatura
dell'oblò.
2.1 DIFFERENTI TIPI DI LENTI CORRETTIVE MONTATE SULLE
MASCHERE
a. Lenti già pronte ed inserite al posto dei vetri standard della
maschera
Le ditte produttrici di maschere predisposte per lenti correttive generalmente
si rivolgono ad un produttore di lenti oflalmiche ed ordinano uno stock
di lenti sferiche monofocali per correggere i più comuni difetti
visivi. Queste lenti sono di vetro temperato presagomate con faccia
anteriore piatta (Fig. 16). Tutto il potere (positivo o negativo) è
dato dalla curvatura della faccia posteriore. Si montano al posto dei
vetri piani normalmente forniti con la maschera per persone che non
hanno difetti visivi.
Vantaggi:
- Basso costo
- Possono essere applicate alla maschera dal venditore o anche dall'utente
senza l'intervento di un ottico
- Sono in un pezzo unico senza parti incollate Svantaggi
- Possono essere usate solo con maschere predisposte
- Correggono solo difetti sferici (miopia e ipermetropia)
- I poteri delle lenti sono prefissati con incremento generalmente di
0,50 Diottrie. Un miope di 2,75 Diottrie potrebbe non trovare la lente
esatta per lui.
- La distanza tra i centri ottici delle due lenti è fissa. Essa
corrisponde alla distanza media tra le due pupille di soggetti normali.
In alcuni casi (in verità rari) in cui il subacqueo ha una distanza
interpupillare molto diversa da quella media, e con poteri di lenti
elevati, l'effetto prismatico indotto dal decentramento delle lenti
può dare affaticamento visivo o addirittura visione doppia.
- Non correggono la presbiopia (non sono bifocali né progressive)
e non possono correggere l'astigmatismo
- Le lenti sono sagomate solo per un tipo particolare di maschera e
non possono essere riutilizzate su di un'altra maschera.
b. Lenti incollate al vetro della maschera su prescrizione oculistica
Queste lenti possono correggere miopia, ipermetropia, astigmatismo e
presbiopia. Sono di vetro temperato. Hanno la faccia anteriore piana.
Tutto il potere è dato dalla curvatura della faccia posteriore.
Proprio per queste caratteristiche sono prodotte da poche Ditte, in
quanto non sono utilizzate per i normali occhiali. Sono incollate alla
faccia posteriore (interna) del vetro della maschera con particolari
colle trasparenti epossidiche che hanno lo stesso indice di rifrazione
del vetro. Lo strato di collante fra ie due superfici di vetro risulta
essere di pochi decimi di millimetro. Vantaggi:
- Possono essere incollate anche su maschere con un solo vetro frontale
(ad esempio le granfacciali) e teoricamente su qualunque vetro di maschera
subacquea (salvo problemi tecnici particolari relativi alla maschera).
- Correggono sia difetti sferici (miopia e ipermetropia) sia quelli
sfero-cilindrici (astigmatismo associato a miopia o ipermetropia) sia
l'astigmatismo semplice.
- I poteri delle lenti sono quelli esatti per la correzione del difetto,
secondo la prescrizione oculistica.
- La distanza tra i centri ottici delle due lenti può essere
adattata al paziente. Si evita così l'effetto prismatico indotto
dal decentramento delle lenti ed i possibili disturbi conseguenti.
- Possono essere montati come bifocali per correggere la presbiopia
(Fig. 17). In realtà in questo caso per ciascun occhio vengono
incollate due lenti, una superiore ed una inferiore, alla faccia interna
del vetro della maschera. Con la lente superiore si può vedere
per lontano, con quella inferiore per vicino.
- Se il subacqueo vede bene per lontano ma È presbite, si può
incollare sulla parte inferiore interna del vetro di qualsiasi maschera
una piccola lente positiva a semiluna per permettere la visione nitida
per vicino.
Svantaggi
- Costo elevato
- Devono essere approntate da un ottico in base alla ricetta oculistica
- In alcuni casi le colle (almeno quelle di vecchio tipo) possono col
tempo ingiallire o dare dei fenomeni di iridescenza
- Le lenti, una volta sagomate solo per un tipo particolare di maschera,
non possono essere riutilizzate su di una maschera di altro tipo.
- Non sono attualmente prodotte lenti progressive con la faccia anteriore
piatta, per cui questo tipo di lente non può essere incollata.
e. Inserti porta-lenti nella maschera
Alcune ditte producono inserti che si appoggiano alla parte interna
del vetro della maschera (Fig. 18). Altri inserti hanno un sostegno
che si incolla al vetro della maschera (Fig. 19). Altri ancora si fissano
alle parti laterali della maschera (Fig. 20). Su questi inserti portalenti
si possono teoricamente montare tutte le comuni lenti da occhiali. Infatti
il portalente è completamente immerso nell'aria della maschera
e non ci sono altri problemi rifrattivi dati dal contatto con l'acqua.
Vantaggi:
- Correggono sia difetti sferici (miopia e ipermetropia) sia quelli
sfero-cilindrici (astigmatismo associato a miopia o ipermetropia) sia
l'astigmatismo semplice.
- Il costo è modesto, anche perché si possono usare le
comuni lenti usate per fare gli occhiali.
- Possono essere usati anche su maschere con un solo vetro frontale
(ad esempio le granfacciali)
- I poteri delle lenti sono quelli esatti per la correzione del difetto,
secondo la prescrizione oculistica.
- La distanza tra i centri ottici delle due lenti può essere
adattata al paziente. Si evita così l'effetto prismatico indotto
dal decentramento delle lenti ed i possibili disturbi conseguenti.
- Possono essere montati i comuni bifocali per correggere la presbiopia.
Anche le lenti progressive potrebbero teoricamente essere montate su
questi sostegni.
- Il porta-lente può essere staccato e riusato sul vetro di un'altra
maschera qualora la si cambi. Svantaggi
- L'ingombro dell'inserto all'interno della maschera è fastidioso.
- Alcuni tipi di inserto si possono spostare all'interno della maschera
- Esistono riflessi aggiuntivi sulla faccia anteriore e posteriore delle
lenti dell'inserto che degradano la qualità dell'immagine
- Per ogni occhio ci sono ben 3 superfici soggette ad appannamento (superficie
interna del vetro della maschera, superfici anteriore e posteriore della
lente)
- È più difficile la pulizia delle lenti
- C'è una riduzione del campo visivo data dalla montatura dell'inserto
- Sono disponibili in pochi negozi
- Devono essere approntati da un ottico in base alla ricetta oculistica
d. Lenti in plastica per presbiti applicate a pressione sul vetro della
maschera
Alcune ditte producono sottili lenti in plastica pieghevole che si fissano
alla parte interna del vetro della maschera a pressione (Fig. 21}. Queste
lenti si applicano sulla parte inferiore del vetro della maschera (sulla
faccia interna) e servono a correggere la presbiopia, come negli occhiali
bifocali. Sono tenute in sede da forze elettrostatiche deboli. Sono
in genere prodotte a forma di semiluna. Possono essere applicate anche
a lenti pre-sagomate per la correzione di difetti sferici (le cosiddette
lenti "già pronte").
Vantaggi:
- Basso costo.
- Possono essere applicate su qualunque vetro, comprese le lenti pre-sagomate
correttive sferiche, dal subacqueo stesso seguendo le istruzioni fornite
dalla ditta produttrice
- La lente può essere posizionata dall'utente nel punto del vetro
della maschera che il subacqueo ritiene più adatto per la visione
per vicino.
- La distanza tra i centri ottici delle due lenti può essere
adattata al paziente. Questa misurazione dovrebbe però essere
fatta da un oculista o da un ottico.
Svantaggi
- La qualità ottica dell'immagine non è buona come quella
del vetro
- Le lenti possono spostarsi se bagnate
- Servono solo per la presbiopia
e. Lenti in vetro per presbiti in alloggiamento separato nella maschera
Una maschera con 6 vetri (Mares ESA) ha due alloggiamenti separati per
lenti per vicino, posti inferiormente al vetro frontale. I vetri frontali
possono essere sostituiti con lenti per lontano.
Vantaggi:
- Basso costo.
- Facilmente reperibili
Svantaggi
- A causa della loro posizione, le lenti per vicino non possono essere
usate per vedere oggetti vicini di fronte al subacqueo, ma solo in basso
- La maschera ha un volume piuttosto elevato
- La distanza interpupillare è fissa
f. Lenti ad oblò sferico in policarbonato
Accenneremo a questa soluzione anche se non è ancora state introdotta
sul mercato europeo. Si tratta di una soluzione teoricamente molto promettente,
anche se comporta alcuni svantaggi. Gli oblò danno un campo visivo
molto più ampio di quello delle comuni maschere subacquee, senza
distorsioni né aberrazioni periferiche. Questo è dovuto
al fatto che i raggi luminosi provenienti da tutti i punti dello spazio
che circonda l'oblò possono giungere al vetro con una direzione
normale al vetro stesso, e non sono perciò soggetti al fenomeno
della riflessione totale (Fig 22). Gli oblò sferici sono usati
da molti anni nella fotografia subacquea per aumentare l'angolo visivo
utile degli obiettivi fotografici. Sono indispensabili per gli obiettivi
grandangolari. I fotografi subacquei che usano questi oblò con
la superficie anteriore curva tuttavia sanno che spesso è necessario
montare una lente positiva aggiuntiva davanti alla lente dell'obiettivo
fotografico. Soff acqua l'interfaccia aria/vetro/acqua dell'oblò
si trasforma in lente di potere negativo, la stessa che corregge i miopi
(Fig. 23). In aria invece gli oblò sferici non hanno potere ottico
refrattivo.
Perciò molti miopi dovrebbero poter usare senza ulteriori lenti
questo tipo di maschere con due oblò sferici. Tutti gli altri
con questa maschera, devono usare durante l'immersione, all'interno
della maschera, delle lenti positive (come quelle aggiuntive degli obiettivi
fotografici dietro un oblò) sotto forma di lenti a contatto che
miopizzano transitoriamente il subacqueo. Questo però fa sì
che la visione con lenti a contatto fuori dall'acqua sia sfuocata (il
soggetto è diventato miope), per cui sono necessarie lenti addizionali
negative asportabili davanti agli oblò per l'utilizzo fuori dall'acqua
subito prima e subito dopo l'immersione. A causa della sua peculiarità
ottica, questo tipo di maschera corregge " automaticamente"
fino a 1.25 Diottrie di presbiopia, eliminando la necessita1 di bifocali
per la maggior parte dei subacquei presbiti.
3. COMPENSAZIONE DELLA DISTANZA DELLA LENTE DALL'OCCHIO
Spesso la prescrizione dell'oculista per i normali occhiali può
non essere sufficiente per le lenti da maschera subacquea. Bisogna infatti
tenere conto di un altro fattore. Generalmente la lente della maschera
è più lontana dall'occhio rispetto a quella dell'occhiale.
In molti casi questa differenza di distanza influisce sulla correzione
del difetto visivo. Il potere della lente da applicare alla maschera
deve essere aumentato rispetto a quello degli occhiali se la lente è
negativa (per miopi) e deve essere diminuito se la lente è positiva
(per ipermetropi). L'ottico è in grado di calcolare la variazione
necessaria del potere della lente. Per lenti di potere basso, non è
necessaria alcuna variazione.
CONCLUSIONI
Non tutte maschere sono predisposte per l'applicazione di lenti correttive.
Per le maschere per cui ciò è previsto, in genere sono
facilmente disponibili poteri standard di lenti sferiche (per la correzione
di miopia e di ipermetropia) in genere in intervalli di 0,50 Diottrie.
Invece per le correzioni sfero-cilindriche, cioè per difetti
in cui è associato un astigmatismo, e
per le lenti bifocali da presbite, occorre far fare su misura le lenti.
Spesso succede che per motivi di costi o di difficoltà di trovare
un ottico che si occupi di maschere, il subacqueo rinunci ad una adeguata
correzione ottica. Noi riteniamo che il difetto debba essere corretto
sott’acqua nel miglior modo possibile, anche per problemi di sicurezza.
Attualmente sono disponibili anche via Internet dei servizi di preparazione
e consegna rapidissima di lenti sferiche e sfero-cilindriche da applicare
a molte maschere subacquee. Quando i costi delle lenti sfera- cilindriche
sono eccessivi, o le lenti sono difficili da reperire, in alcuni casi
è possibile sostituire la correzione sfero-cilindica (per astigmatici)
con la sola correzione sferica (più facilmente disponibile e
meno costosa). Questa sostituzione deve però essere approvata
dal medico oculista curante per evitare possibili disturbi di affaticamento
visivo. In conclusione a cosa più importante che vogliamo sottolineare
ancora una volta in questo articolo è che è possibile
correggere in maniera ottimale praticamente tutti i più comuni
difetti di refrazione del subacqueo. Esistono sistemi di correzione
anche poco costosi. Insistiamo nell'affermare che una buona visione
sottacqua rappresenta un fattore di sicurezza molto importante nelle
immersioni.
La
Febbre Dengue e i suoi virus in aumento in tutte le zone tropicali
Di Don Leigh, redattore capo
Nota del Redattore: questa è la seconda parte di
una discussione sul virus dengue. La prima trattava la natura medica
dei vari tipi di malattia: classica febbre dengue, febbre emorragica
dengue e sindrome da shock dengue. Qui ci occupiamo degli aspetti demografici
della malattia, nel continente americano e in tutto il mondo, e delle
implicazioni per i viaggiatori. Nel prossimo numero discuteremo di formaci
antimalarici e daremo qualche suggerimento su salute e sicurezza in
viaggio.
Le epidemie imperversano attraverso i tropici; le risorse e le infrastrutture
sanitarie non hanno tenuto il passo con gli aspetti demografici della
malattia. "Uomo avvisato è mezzo salvato" deve essere
il tuo motto per affrontare un viaggio sicuro in quelle eso-tiche località
di immersione.
Una malattia infettiva tropicale, la febbre dengue e il virus che la
provoca, sono mantenuti in un ciclo che coinvolge l'uomo e l'Aedes aegypti,
una zanzara domestica che punge durante il giorno e si nutre di sangue
umano. Negli ultimi anni la diffusione della malattia è aumentata
in tutto il mondo, specialmente ai tropici. Le epidemie ora sono più
grandi e più frequenti. Circa 2,5 miliardi di persone nel mondo
sono a rischio di infezione, con 20 milioni di casi stimati in un anno
in più di 100 paesi.
L'infezione da virus dengue varia da una sindrome virale non-specifica
fino a una malattia emorragica grave e fatale. L'Organizzazione Mondiale
della Sanità - Divisione Controllo delle Malattie Tropicali ogni
anno riferisce di circa 500.000 casi ospedalizzati di febbre emorragica
da dengue (DHF) / sindrome di shock da dengue (DSS); il 90 percento
sono bambini sotto i 15 anni. La mortalità media per DHF è
di circa il 5%, circa 24.000 morti all'anno. Nella stima dei casi di
febbre da dengue, i ricercatori affermano che diagnosi errate e mancate
cure contribuiscono per un numero imprecisato.
Le manifestazioni cliniche tipicamente comprendono: insorgere improvviso
della febbre; forte mal di testa; dolori muscolari; dolori articolari;
conta leucocitaria alterata; numero di piastrine anormale nel sangue
circolante; perdita di sangue e shock, che può portare a morte.
Possono seguire altri sintomi: arrossamento del viso; esaurimento; nausea;
vomito; e un rash che compare tre o quattro giorni dopo la febbre. Il
rash può estendersi dal torace alle braccia, alle gambe e al
viso (a questo stadio il virus può essere confuso con il morbillo).
La maggior parte dei casi dì febbre dengue fa il suo corso in
una settimana circa, anche se la malattia può durare fino a 10
giorni, mentre la guarigione completa può richiedere fino a quattro
settimane. L'esaurimento fisico può protrarsi per diversi mesi.
La febbre emorragica dengue è una forma più severa e talvolta
fatale della malattia. Nonostante in passato raramente abbia colpito
turisti occidentali, vi sono indicazioni che le infezioni DHF e DSS
sono oggi in aumento. I sintomi di DHF sono inizialmente indistinguibili
dalla classica febbre dengue, ma in questa formo la dengue progredisce
fino a perdita dei sensi, shock e sanguinamento generalizzato. DHF si
riscontra più frequentemente nelle infezioni ripetute e nelle
forme primarie degli infanti. La maggior parte dei casi di DHF si verifica
nel Sudest Asiatico, specialmente tra i bambini.
La teoria che spiega la gravita dell'infezione è che gli anticorpi
già presenti - sia a causa di una precedente infezione o acquisiti
nell'infanzia dalla madre - interagiscono con il virus infettante, producendo
un'infezione più grave. Una volta infettati con un ceppo del
virus dengue, gli individui sembrano predisposti o suscettibili a infezioni
più pericolose quando esposti a un altro serotipo (un gruppo
di microrganismi intimamente correlati). Una volta infettata con un
ceppo, una persona acquista immunizzazione per tutta la vita verso quel
particolare serotipo, ma non c'è protezione crociata verso altri
serotipi. Le persone che vivono in un'area dove la dengue è endemica
possono contrarre quattro infezioni dengue nell'arco della vita.
Uno speciale test di laboratorio che individua la presenza del virus
o dei suoi anticorpi nel sangue è in grado di diagnosticare l'infezione.
Il test non è prontamente disponibile; viene impiegato per scopi
di sorveglianza, non per il trattamento individuale. Comunemente confusa
con altre malattie infettive come influenza, morbillo, malaria, tifo
e scarlattina, la dengue non produce complicazioni a lungo termine.
Chiunque contragga una febbre mentre viaggia in aree dove è presente
la malaria deve immediatamente cercare il consulto di un medico. Anche
se i sintomi possono far pensare al virus dengue, è importante
eseguire per primo il test per la malaria e iniziare un trattamento
adeguato. Evita il rischio malaria adottando le misure preventive. Se
assumi correttamente i formaci non ti devi preoccupare della malaria,
mentre per la dengue non ci sono vaccini o misure preventive.
Storia della Dengue
Le prime epidemie riportate di febbre classica dengue (CDF) si verificarono
negli anni 1779-1780 in Asia, Africa e Nord America; la diffusione quasi
simultanea di recenti epidemie nei tre continenti indica che questi
virus e le loro zanzare vettore hanno avuto una distribuzione nelle
zone tropicali in tutto il mondo per più di 200 anni. Per la
maggior parte di quel periodo la febbre dengue è stata considerata
una malattia benigna, non fatale, che colpiva i viaggiatori delle zone
tropicali. Tra le grandi epidemie trascorrevano lunghi intervalli di
tempo (10 - 40 anni), principalmente perché i virus e i loro
vettori potevano essere trasportati tra i centri popolati solo attraverso
vascelli a vela.
Epidemie largamente diffuse di CDF iniziarono nel Sudest Asiatico dopo
la seconda Guerra Mondiale. Nel 1975 la dengue era diventata una causa
principale di ospedalizzazione e morte tra i bambini in molti paesi
di quella regione. Le epidemie causate da serotipi multipli sono più
frequenti; la distribuzione geografica del virus dengue e della sua
zanzara si è allargata; e la DHF è comparsa nella regione
Pacifica e nel continente Americano.
Negli anni '80 la DHF iniziò una seconda espansione in Asia quando
Sri Lanka, India e Maldive ebbero le loro prime grandi epidemie; in
Pakistan la
prima epidemia di febbre dengue si ebbe nel 1994. Le epidemie in Sri
Lanka e India furono associate a serotipi multipli. Dopo un'assenza
di 35 anni l'epidemia dengue si verifica negli anni '80 sia a Taiwan
che nella Repubblica Popolare Cinese. Quest'ultima ebbe una serie di
epidemie provocate da tutti e quattro i serotipi. Dopo un programma
di controllo che con successo era riuscito a prevenire significativamente
la trasmissione per più di 20 anni, a Singapore c'è stata
una ricomparsa di dengue / DHF dal 1990 al 1994. In altri paesi dell'Asia
dove la DHF è endemica, le epidemie sono diventate progressivamente
più ampie negli ultimi 15 anni.
Malgrado la scarsa sorveglianza sulla dengue in Africa, la febbre epidemica
causata dai quattro serotipi è drammaticamente aumentata fino
al 1980. La maggior parte dell'attività si è avuta nell'Africa
Orientale, e grandi epidemie sono state segnalate per la prima volta
alle Seychelles (1977), in Kenya (1982), Mozambico (1985), Djibouti
(1991-92), Somalia (1982, 1993), e Arabia Saudita (1994). Non sono state
riferite epidemie di DHF in Africa o Medio Oriente, ma alcuni casi compatibili
con DHF sono stati riportati in Mozambico, Djibouti e Arabia Saudita.
Terreni di crescila per la dengue
La zanzara vettore del virus è presente tipicamente all'interno
o vicino alle abitazioni nei centri urbani, si può trovare anche
in zone rurali, ma raramente sopra i 1.200 metri.
Le epidemie di febbre dengue si verificano durante o subito dopo la
stagione delle piogge. I temporali possono aumentare la popolazione
delle zanzare perché si accumula acqua stagnante in contenitori
artificiali o luoghi naturali che diventano siti di crescita ideali.
I livelli di precipitazione e le temperature dei climi tropicali peggiorano
il problema. Più pioggia cade, migliori sono le condizioni di
crescita per le zanzare, mentre la loro popolazione cala durante la
stagione fredda. Alcuni ricercatori citano anche una correlazione tra
alte temperature ed epidemie di febbre dengue.
Disponibilità di abitazioni adeguate, condizioni di vita sane
e scorte sufficienti di acqua corrente non hanno tenuto il passo con
la crescita della popolazione. Queste variabili favoriscono la diffusione
del virus portato dalla zanzara. La scarsa presenza di aria condizionata
e di finestre schermate invita le zanzare all'interno delle abitazioni.
In alcuni paesi si usano spray contro questi insetti, ma c'è
chi ne mette in dubbio l'efficacia, notando che le zanzare possono risultare
resistenti nei confronti di alcuni pesticidi.
Perché la dengue è diventata una malattia globale?
Le cause principali dell'emergenza globale dengue / DHF come grande
problema di salute pubblica sono complesse e non completamente comprese.
Tuttavia possono essere identificati diversi fattori importanti.
Un efficace controllo della zanzara nei paesi dove la dengue è
endemica è virtualmente inesistente. Negli ultimi 20 anni è
stata posta un'enfasi considerevole sugli insetticidi in forma di spray
ambientale a basso volume per il controllo della zanzara adulta, un
approccio piuttosto inefficace per il controllo dell'Aedes Aegypti.
Si sono verificati enormi cambiamenti demografici globali, i più
importanti dei quali sono stati l'urbanizzazione incontrollata e la
contemporanea crescita della popolazione. Questi cambiamenti demografici
hanno avuto come risultato livelli abitativi sotto lo
standard e inadeguati sistemi di gestione dell'acqua, delle fognature
e dell'immondizia, tutti fattori che contribuiscono ad aumentare la
densità di popolazione di Aedes Aegypti e ad aumentare la trasmissione
di questa malattia portata dalla zanzara.
Inoltre in molti paesi le infrastrutture di salute pubblica sono deteriorate.
Le limitate risorse finanziarie e umane e la competizione con altre
priorità hanno portato a una "mentalità di crisi"
che tende a implementare i cosiddetti metodi di controllo d'emergenza
in risposta alle epidemie, piuttosto che sviluppare programmi finalizzati
a prevenirle. Questo approccio è stato particolarmente negativo
per il controllo della dengue perché nella maggior parte dei
paesi Stati Uniti compresi la sorveglianza è inadeguata; il sistema
per rilevare l'aumento di trasmissione normalmente si basa sui rapporti
dei medici locali, che spesso non considerano la dengue nelle sue diagnosi
differenti. Come risultato la malattia può raggiungere proporzioni
epidemiche prima che sia rilevata.
Nel futuro
Non è disponibile alcun vaccino, né vi è probabilità
che venga sviluppato nei prossimi dieci anni. Le epidemie sono in aumento,
chiara evidenza dell'espansione geografica della dengue. Nuovi ceppi
virali e serotipi si diffonderanno in molte aree dove la densità
di popolazione di Aedes Aegypti è alta.
La prevenzione della malattia e il controllo della zanzara per ridurre
le fonti di riproduzione delle larve, efficaci nel lungo periodo, non
avranno probabilmente effetti sulla trasmissione della malattia nel
breve periodo. È necessario mettersi rapidamente in stato di allerta
per una possibile epidemia dengue; i risultati di tale sorveglianza
possono rendere il pubblico consapevole della necessità di agire
e i medici consapevoli della necessità di diagnosticare e trattare
in modo adeguato i casi di dengue / DHF.
DENGUE / FEBBRE EMORRAGICA DENGUE NEL CONTINENTE AMERICANO
L'emergenza di dengue / DHF come grande problema di salute pubblica
è stato estremamente drammatico nelle Americhe.
Nel 1995 sono stati riferiti 250.000 casi di dengue e 7.000 casi di
DHF; quell'anno la malattia è stata segnalata nella parte continentale
degli Stati Uniti per la prima volta dal 1986. Ogni anno i viaggiatori
americani introducono da 100 a 200 casi di dengue negli Stati Uniti.
Fin dalla sua prima epidemia nel 1981, la DHF è stata segnalata
in 18 paesi del Continente Americano.
Nello sforzo di prevenire la febbre gialla nei centri urbani, anch'essa
trasmessa dall'Aedes Aegypti, una campagna dell'Organizzazione per la
Salute Pan Americana negli anni '60 È50 riuscì a sradicare
in larga misura tale zanzara dalla maggior parte dei Paesi del Centro
e Sud America. In quel periodo la dengue epidemica si manifestò
solo sporadicamente in quei paesi. Il programma di eradicazione venne
interrotto ufficialmente negli Stati Uniti nel 1970. Tali programmi
riuscirono ad eliminare la malattia altrove. La reinfestazione si è
manifestata ancora in paesi dove la zanzara era stata virtualmente eliminata.
Nel 1997 l'Aedes Aegypti era più diffusa di prima che iniziasse
il programma di eradicazione.
La nuova infestazione si avvicina a quella di alcuni paesi asiatici
20 o 30 anni fa: le epidemie di febbre dengue classica ricorrono ogni
tre / cinque anni, e l'incidenza di DHF è in continua crescita,
specialmente in Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua. La circolazione
di diversi serotipi dengue e la decentralizzazione dei servizi sanitari
hanno accentuato il problema. I ricercatori hanno cercato di individuare
le aree a maggior rischio, introducendo agenti alternativi per uccidere
le uova (varechina per uso domestico cioè soluzione di ipoclorito
di sodio al 5,25%) o le larve.
Il controllo della dengue si è basato su interventi di emergenza
in molti paesi del continente americano come Paraguay, Ecuador, El Salvador,
Guatemala, Honduras, Nicaragua, Dominica e Costa Rica.
Ogni anno vengono introdotti numerosi virus, portati da viaggiatori
che ritornano da zone tropicali dove i virus dengue sono endemici. Più
recentemente, il "Rapporto sulla Prevenzione 1977-1994 della CDC"
ha segnalato 2.248 casi sospetti di febbre dengue importati negli Stati
Uniti, 481 dei quali sono stati confermati. Molti altri casi ogni anno
probabilmente non vengono riportati perché la sorveglianza negli
Stati Uniti è passiva, ossia si basa sui medici che devono riconoscere
la malattia, indagare sulla storia di viaggio del paziente, ottenere
campioni adatti per la diagnosi e fare un rapporto sul caso.
Prevenzione e Controllo
La gestione della malattia è solitamente diretta sui sintomi
e risulta efficace nella maggior parte dei casi. La febbre viene trattata
con comuni formaci antipiretici. Il farmaco di scelta è l'acetaminofene;
è bene evitare l'aspirina, che può provocare sanguinamento
in alcune persone. L'infezione dengue raramente è mortale. Infezioni
gravi e casi potenzialmente fatali si verificano se il malato ha contratto
precedentemente un'infezione con un diverso serotipo di virus. Perciò
il rischio per i viaggiatori è estremamente basso. Ciò
nondimeno la dengue è certamente in grado di provocare segni
e sintomi gravi come la perdita di sangue. Se ci sono dolore addominale
e vomito è necessario cercare il consiglio di un medico. Poiché
il quadro clinico della dengue è acuto e in rapida evoluzione
si deve fare attenzione specialmente ai primi tre giorni. Può
capitare che il paziente soffra di depressione nei mesi successivi all'infezione,
perciò non preoccupatevi se non vi sentite guariti al 100%. In
alcuni rari casi si può avere anche perdita di capelli.
La più alta densità di zanzare si trova durante e dopo
le stagioni delle piogge. Il periodo in cui si hanno il maggior numero
di attacchi da parte delle zanzare è all'alba e al tramonto,
perciò è importante proteggersi in quei momenti della
giornata. Portate camicie con maniche lunghe, abiti e pantaloni lunghi
per una maggior protezione. Anche i repellenti contro gli insetti sono
utili. Non indossate abiti scuri poiché attirano le zanzare.
Vi trovate in aree abitata dalla zanzara Aedes Aegypti e il rischio
di infezione è alto se...
- State visitando paesi tra il Messico e il Brasile, nel bacino dei
Caraibi o nell'Asia tropicale;
- Vi trovate a meno di 1.200 metri sul livello del mare, in un'area
tropicale o subtropicale, urbanizzata e lungo la costa; o state visitando
una zona in cui si viaggia molto via terra.
Di Dan Leigh e Hector Gomez-Dantes, medici.
2°
trimestre 2004
Editoriale Dr.
Alessandro Marroni
Dengue
in aumento? del Dr. Edgar Maeyens
Difetti
oculari del Dott. Antonio Palumbo
Perché
il fitness? del Dr. Jolie Bookspan
Manovra
di Heimlich DAN discute i pro e i contro del suo Impiego su un subacqueo
non cosciente
Attenzione
alle punture del
Dr. Edgar Maeyens
Editoriale
Cari Membri DAN Europe,
International DAN (IDAN) ha appena portato a termine uno dei meeting
di maggior successo dalla sua nascita 14 anni fa. IDAN è una
confederazione internazionale di organizzazioni senza fini di lucro
interdipendenti ma autonome a livello organizzativo, con la missione
comune di prestare assistenza ai subacquei sportivi infortunati. I suoi
membri comprendono DAN Europe come regione più grande e culturalmente
più varia; DAN America; DAN Giappone; DAN Sudest Asiatico e DAN
Sud Africa. Il meeting, che si è tenuto a Cape Town, Sud Africa
dal 27 al 30 marzo 2004, aveva lo scopo di ridefinire il ruolo di DAN
all'interno del mondo in evoluzione della subacquea ricreativa, con
un'attenzione particolare a integrare i progressi più recenti
nel campo della tecnologia della comunicazione e della informazione.
IDAN e le sue Organizzazioni si sono trovati concordi nel porre maggiore
enfasi sulla coordinazione ed armonizzazione dei loro sistemi per servire
ancora meglio la comunità dei subacquei sportivi e migliorare
la sicurezza subacquea in tutto il mondo.
Per dare più attenzione ed imprimere impeto a questo sforzo,
il Dr Frans Cronje, Presidente di DAN Sud Africa, ha accettato il ruolo
di Coordinatore dello Sviluppo IDAN. Con grande piacere ospito in questo
editoriale il Dr Cronje nella sua funzione più recente. Come
vedrete, il suo compito primario è quello di incrementare gli
obiettivi del piano strategico che è stato sviluppato a Cape
Town.
Siamo entusiasti di questo importante sviluppo e non vediamo l'ora di
costruire il DAN insieme a voi - i nostri preziosi membri DAN!
Acque Chiare a tutti voi!
Dr Alessandro Marroni
Presidente, DAN Europe
Chairman, International DAN
Cari Membri DAN Europe, siamo tutti lietissimi di avere
l'opportunità di trovare modi più innovativi di servire
meglio i vostri bisogni unici, quelli di una delle aree del mondo più
stimolanti, culturalmente eterogenee e in rapida espansione.
Per molti anni DAN Europe è realmente stato un International
DAN di diritto. Nessuna delle altre organizzazioni DAN ha avuto la necessità
di accogliere tali ambiti e differenze, compresi i problemi di legislazione
e di lingua. In questo DAN Europe è stato un leader per tutti
noi, e molte delle iniziative che sono state adottate globalmente sono
frutto dell'ingegno della vostra organizzazione unica.
Al recente meeting IDAN sono state identificate molte aree bisognose
di sviluppo, ma le più importanti e tangibili sono le seguenti:
1. Sviluppare un numero unico per International DAN Hotline, che coordinerà
le chiamate di emergenza di subacquei e Membri DAN da ogni angolo del
mondo. Questo servizio, unitamente con i vari DAN Hotline e call center
nazionali e regionali, permetterà ai sub di non avere più
bisogno di numeri di accesso differenti quando viaggiano all'estero.
Potranno contare su un unico numero che può offrire loro tutta
l'assistenza necessaria, compresa la comunicazione con il proprio DAN
regionale.
2. Costruire ed integrare un Sistema di Gestione Medica singolo e globale,
condiviso da tutte le Organizzazioni DAN, per consentire la gestione
integrata e coordinata delle emergenze subacquee internazionali. Questo
sistema, che è già parzialmente sviluppato, comprenderà
e consentirà l'accesso ad un registro globale delle Camere Iperbariche,
degli Specialisti di Medicina Subacquea e delle Strutture Mediche di
Emergenza.
3. Sincronizzare l'elaborazione delle richieste di risarcimento e la
gestione delle indennità assicurative, creando procedure simili
in tutto il mondo.
4. Far convergere ed integrare i programmi di ricerca subacquea in corso,
a cominciare da DAN EuropÈs Dive Safety Laboratory e DAN America's
Project Dive Exploration.
5. Raccogliere le informazioni relative agli incidenti subacquei internazionali
per mezzo del nuovo Modulo di Ricerca Epidemiologica Subacquea.
6. Coordinare e diversificare i Programmi di Training DAN, per consentire
standard e procedure di addestramento più uniformi e coerenti
per DAN Diving Emergency First Aid training in tutto il mondo, e semplificare
le procedure per assistere gli istruttori DAN in viaggio.
Questi sono solo alcuni dei modi coi quali pensiamo di migliorare ulteriormente
gli unici e già considerevoli servizi del DAN in tutto il mondo.
Speriamo di essere utili per i vostri bisogni negli anni a venire e
vi ringraziamo per il vostro leale sostegno al DAN.
Dr. Frans J Cronje,
Presidente di DAN Sud Africa
Coordinatore dello Sviluppo DAN
Dengue
in aumento?
Del Dr. Edgar Maeyens.
Nota dell'Editore: nel 1997, il CDC di Atlanta ha
definito la febbre da dengue "la principale malattia virale trasmessa
da una zanzara che colpisce l'uomo; la sua distribuzione globale è
paragonabile a quella della malaria, e si stima che 2,5 milioni di persone
vivano in aree a rischio di trasmissione epidemica." A questo aggiungete
la preoccupazione di CDC per le scarse probabilità di inversione
della recente tendenza all'aumento di attività epidemica e di
espansione geografica della dengue ed ecco spiegato la necessità
di dare una spiegazione oggettiva della malattia.
Questo è la prima delle due parti che compongono la discussione
sul virus della dengue. La prima, che compare in questo numero, prende
in esame la natura medica delle varie malattie: classica febbre da dengue,
febbre emorragica da dengue e sindrome di shock da dengue. La seconda
parte, in programma per il numero di agosto 2004, riguarda gli aspetti
demografici della malattia, sia a livello mondiale, sia nelle Americhe
in particolare.
Seroripi Dengue
Esistono quattro serotipi virali dengue: DEN-1, DEN-2, DEN-3 e DEN-4.
Essi appartengono alla famiglia Flaviviridae, che comprende 70 virus.
Per quantificare la gravita dell'infezione virale dengue si usano quattro
gradi.
- Grado I: febbre, dolori muscolari, sintomi influenzali, eruzioni cutanee;
- Grado II: grado I più sanguinamento spontaneo della pelle,
delle gengive o del tratto gastrointestinale;
- Grado III: grado II più agitazione e collasso circolatorio;
- Grado IV: profondo shock.
Dengue
Seconda per importanza soltanto alla malaria, la febbre dengue è
tra le malattie trasmesse da una zanzara più comuni in tutto
il mondo. Si stima che annualmente si verifichino 100 milioni di casi
di febbre dengue, 500.000 casi di febbre emorragica e 25.00 decessi.
I virus dengue sono membri della famiglia Flaviviridae, alla quale appartengono
70 virus trasmessi da un artropode. Altri membri importanti sono i virus
che provocano la febbre del Nilo, l'encefalite Giapponese, l'encefalite
da zecche Ixodes Ricinus, la febbre gialla e l'epatite C, anche se l'epatite
C non è trasmessa da artropodi.
Perché avvenga la trasmissione della malattia, il virus dengue
ha bisogno di una zanzara come vettore, il principale dei quali è
Aedes aegypti. Un vettore secondario è Aedes albopictus. Entrambe
queste zanzare sono presenti negli Stati Uniti, principalmente nella
parte orientale del Paese e stanno espandendo la loro distribuzione
geografica ad un ritmo allarmante.
Diagnosi Clinica: come per la maggior parte delle malattie infettive,
la dengue provoca una varietà di manifestazioni patologiche,
che vanno da dolori diffusi a emorragia, shock, fino alla morte. L'intervallo
di tempo tra l'infezione iniziale e la comparsa dei sintomi va da quattro
a sette giorni. Quattro diversi serotipi dengue (vedi "Serotipi
Dengue") provocano malattie simili, che variano solo nella gravità
e nella frequenza dei sintomi.
Per individui che vivono in una regione dove la dengue è endemica,
la malattia clinica in genere somiglia a "infezioni virali"
non specifiche. Coloro che sono colpiti da sintomi gravi sono portatori
di alcuni fattori di rischio, tra i quali:
- fattori genetici,
-età,
- stato immunitario dell'individuo, e
- caratteristiche virali intrinseche, come serotipo e famiglia.
Febbre Dengue Classica
Un individuo con Febbre Dengue Classica (CDF) presenta una quantità
di sintomi influenzali non specifici come mal di testa, dolori diffusi,
nausea, vomito, mal di gola e, più raramente, eruzione cutanea
(rash). La febbre varia dai 39 ai 41 gradi per un periodo che va dai
due ai sette giorni. Poi la temperatura scende per un giorno o due,
per risalire temporaneamente. È comune un ingrossamento dei linfonodi.
Il 50% degli individui infettati sviluppa un rash durante il corso della
malattia, spesso descritto come "isole bianche in un mare di rosso."
A volte una pallida e transitoria eruzione cutanea rosa precede l'insorgere
della febbre, e scompare uno o due giorni dopo.
Un secondo rash completamente diverso può comparire dopo due
- sei giorni dall'inizio della malattia. Inizialmente interessa il torace
e si diffonde al viso, alle braccia e alle gambe. Si manifesta in forma
di piccole eruzioni cutanee rosa (papule) o come chiazze lisce rosa
o rosse con papule. Questo secondo rash dura tre giorni e poi si attenua.
Quando la temperatura corporea ritorna a valori normali, alcuni individui
sviluppano aree circoscritte di emorragia alla superficie della pelle,
dette petecchie. Un prurito modesto compare alla risoluzione delle eruzioni
cutanee.
Come ammalati o compagni di un ammalato non dovete assolutamente sottostimare
il significato
dell'emorragia cutanea e, ancora di più, il significato dell'emorragia
da aree quali gengive, naso e tratto gastrointestinale. Anche se l'emorragia
non è comune, può segnalare la comparsa di una grave febbre
emorragica (dengue hemorrhage fever - DHF) o sindrome da shock settico
(dengue septic shock syndrome - DSS). Il grado di emorragia può
variare dalle petecchie a grandi aree interessate da lesioni simili
ad escoriazioni chiamate purpura, a chiazze irregolari sulla pelle (dette
anche ecchimosi). La febbre da dengue non è frequentemente fatale.
Di solito è auto-limitante, dura circa sette giorni, ma la guarigione
totale può avvenire dopo alcune settimane. Durante lo svolgersi
della malattia la persona può essere gravemente inferma, ma sequele
(conseguenze) permanenti sono rare.
Febbre Emorragica da Dengue
La DHF appare inizialmente come la classica febbre da dengue, con aumento
della temperatura e altri segni e sintomi non specifici. A differenza
della CDF però, che si risolve dopo la scomparsa della febbre,
la DHF si manifesta 24 ore prima o dopo che la temperatura si è
abbassata a valori normali o sotto la norma.
Le petecchie sono comuni, mentre purpura, ecchimosi e sanguinamento
gastrointestinale si manifestano nei pazienti più gravemente
colpiti.
La perdita di sangue estensiva può provocare shock profondo (dengue
septic shock syndrome - DSS) e morte. Perché si verifichi questo
processo la persona deve possedere anticorpi contro un serotipo e contrarre
un'altra infezione separata con un serotipo differente: ad esempio,
una persona con anticorpi contro DEN-1 si infetta con DEN-3.
Teorie sui motivi della comparsa di DHF o di DSS comprendono le seguenti:
- Anomala risposta del sistema immunitario. È definita come un
inadeguato livello di neutralizzazione degli anticorpi formatisi durante
una precedente infezione virale dengue. Questa "deficienza"
immunitaria promuove un aumento della replicazione virale all'interno
dei globuli bianchi che risulta in un carico virale molto maggiore cui
la vittima deve far fronte.
- Infezione con un serotipo dengue più virulento.
- Aumentata suscettibilità dovuta a un'altra infezione virale
o batterica contemporanea.
L'Organizzazione Mondiale per la Sanità classifica la DHF in
quattro gradi, descrivendo la variabilità dei sintomi.
- Il Grado I si definisce come "febbre accompagnata da sintomi
non specifici, con test del laccio emostatico positivo o petecchie sparse
come unica manifestazione emorragica."
-I Gradi II e III progrediscono fino allo stadio IV con l'intensificarsi
della gravità della malattia.
- Lo stadio IV DHF, o sindrome di shock da dengue è definito
come "shock profondo con polso e pressione sanguigna non rilevabili."
I pazienti con DSS sono ad alto rischio di morte se non trattati entro
24 ore dalla comparsa dei sintomi. Se la terapia è efficace,
la guarigione è attesa in due o tre giorni. Come per tutte le
forme della dengue però, la guarigione completa può richiedere
alcune settimane.
Test di Laboratorio
I test di laboratorio sono utili per la diagnosi della dengue. I test
sul sangue tipicamente mostrano un calo della conta dei globuli bianchi,
una diminuzione delle piastrine ed un ematocrito elevato. (L'ematocrito
è la percentuale di volume di un campione di sangue occupato
da cellule.) I livelli degli enzimi epatici nel siero possono essere
aumentati, anche se l'incremento è di solito modesto, con rare
eccezioni. La forza degli anticorpi nel siero può essere determinata,
ma non è totalmente attendibile.
I sistemi di routine per l'isolamento del virus sono limitati a quattro:
(1 ) coltura di cellule di mammiferi; (2) topolini; (3) inoculazione
delle zanzare; e (4) coltura di cellule di zanzara. Con questi sistemi
di isolamento, i virus della dengue possono essere identificati usando
anticorpi monoclonali serotipo-specifici o la reazione inversa della
catena trascrittasi-polimerasi. Sono disponibili anche tecniche immunoistochimiche.
Prevenzione e controllo della malattia
La chiave per la prevenzione della dengue è il controllo della
zanzara vettore A. aegypti all'interno e intorno alle abitazioni. La
rimozione di tutti i contenitori di acqua elimina le zone di proliferazione
e quindi diminuisce la popolazione di zanzare. Gli insetticidi possono
eliminare gli individui adulti in ambienti confinati, ma sono inefficaci
negli spazi aperti. La conoscenza delle aree dove è presente
la dengue dovrebbe consentire al viaggiatore di prendere tutte quelle
precauzioni necessarie a prevenire gli attacchi della A. aegypti. Anche
se non esistono mezzi di prevenzione completamente efficaci, conoscere
il vettore, il suo ciclo vitale e le sue abitudini di nutrizione può
contribuire a diminuire il rischio d'infezione.
Prevenzione: ricordate che temperature pari o inferiori a 50 gradi F
(10°C) inibiscono enormemente le funzioni organiche della zanzare.
L'applicazione di DEET (dimetil- metatoluamide) sulla pelle e sugli
abiti respinge le zanzare e aiuta a prevenire le punture. È consigliabile
indossare vestiti non aderenti. Se campeggiate o risiedete in alberghi
senza aria condizionata, usate le zanzariere. Sono disponibili zanzariere
pre-trattate con permetrina, un efficace repellente. Tenete presente
che è molto più probabile essere punti da una zanzara
in un'area urbana che in una zona rurale.
Trattamento
CDF non complicate richiedono solo una terapia sintomatica. A causa
della tendenza a sanguinare, non assumete MAI aspirina o anti-infiammatori
non steroi-dei come ibuprofene. L'acetaminofene è sicuro e dovrebbe
essere usato per trattare dolori e febbre. Se insorgono DHF o DSS è
indispensabile il trattamento medico per scongiurare il pericolo di
morte. In queste condizioni è imperativo il ricovero in ospedale
per il trattamento restitutivo dei liquidi, il mantenimento della pressione
e la correzione della perdita di sangue.
Viaggiare è stimolante ed educativo; per ottenere il meglio dal
vostro viaggio, pianificate tutto in anticipo, non solo per ciò
che riguarda il tempo e il denaro, ma anche la salute.
Attenzione
alla Triade Dengue
La Classica Febbre Dengue Porta Febbre, Eruzioni Cutanee e Mal
di Testa
Di Dan Leigh
Dopo la puntura di una zanzara infetta, il virus si moltiplica
nei linfonodi e attraverso il sistema linfatico ed il sangue si diffonde
ad altri tessuti. La diffusione del virus nella pelle è riscontrabile
nella maggior parte degli individui nelle prime fasi della malattia.
Nella maggior parte delle infezioni dengue, la malattia è
auto-limitante, ma una piccola percentuale può evolvere a febbre
emorragica dengue - sindrome da shock dengue (DHF-DSS).
Il tempo di incubazione va tipicamente da cinque a otto giorni. In questo
periodo l'ammalato prova brividi, mal di testa, dolori lombari e spossatezza.
Generalmente, febbre e altri sintomi compaiono da cinque a otto giorni
dopo l'esposizione e si attenuano entro cinque giorni. Spesso un ciclo
di febbre più alta (due o tre giorni) è seguito da un
periodo senza febbre (da uno a quattro giorni), con un periodo successivo
di febbre alta per alcuni giorni. In tutto, il tempo di manifestazione
più pronunciata della malattia può durare 15-20 giorni.
Nelle prime ore della malattia l'individuo spesso soffre per dolori
estremi alle gambe e alle articolazioni. La temperatura può raggiungere
40 gradi C, il battito cardiaco rallenta e la pressione sanguigna diminuisce.
Sul viso compare un'eruzione cutanea. La milza e i linfonodi di inguine,
collo ed occhi si ingrossano.
La convalescenza, che può durare alcune settimane, si accompagna
con debolezza generale. Un attacco di dengue può produrre immunità
per un anno o più.
Febbre Emorragica Dengue
La DHF è una malattia che riguarda principalmente i bambini sotto
i 15 anni, più raramente colpisce gli adulti. In questo caso
dobbiamo tener presente un principio medico fondamentale: gli estremi
della vita, infanzia e vecchiaia, sono colpiti dalle malattie in modo
più grave. L'improvvisa comparsa di DHF si manifesta con febbre
e mal di testa. Gli adulti possono presentare dolore intenso ai muscoli,
rash e danno al sistema linfatico. Il dolore musco-loscheletrico può
essere così forte che la dengue è chiamata spesso la "febbre
delle ossa rotte."
Il sistema immunitario del bambino, ancora immaturo, affronta la sfida
della malattia in modo meno efficiente di quello dell'adulto. Il bambino
soffre anche sintomi respiratori e gastrointestinali, tra i quali: tosse,
difficoltà respiratorie, infiammazione della faringe, nausea,
vomito e dolore addominale.
Da due a sei giorni dopo l'inizio della malattia, può verificarsi
shock, con spossatezza, estremità fredde e umide, polso debole
e cianosi, evidente intorno alla bocca. (La cianosi si verifica quando
il sangue è scarsamente ossigenato e causa un colorito bluastro
o violaceo della pelle.) Si può avere perdita di sangue da diverse
zone: punti o chiazze della pelle, sangue nell'intestino, perdita di
sangue dal naso, sangue nel vomito e occasionalmente sanguinamento del
tessuto che riveste il cervello. Fegato ingrossato, infiammazione acuta
dei bronchi e broncopolmonite sono comuni nella DHF. Ci può anche
essere infiammazione della parete muscolare del cuore.
La mortalità per DHF va dal 6 al 30%, con la maggior parte dei
decessi nei bambini al di sotto di un anno.
Prevenzione e Trattamento a CDF e DHF
La prevenzione della dengue richiede l'eradicazione della zanzara che
trasmette il virus. Il trattamento della CDF è sintomatico; i
sintomi sono curabili con il riposo a letto, la somministrazione di
farmaci e di liquidi per prevenire la disidratazione. Deve essere evitata
l'aspirina, ma si possono usare acetaminofene e codeina per alleviare
febbre, mal di testa e dolori muscolari forti.
Nella DHF, poiché può verificarsi o ricorrere lo shock,
devono essere valutati e monitorati attentamente per i primi giorni
la concentrazione dei globuli rossi circolanti, lo stato di disidratazione
e il bilancio elettrolitico. I pazienti cianotici devono ricevere ossigeno.
Il collasso dei vasi sanguigni e l'eccessiva concentrazione dei globuli
rossi richiedono il trattamento restitutivo di liquidi. Si deve somministrare
plasma se l'ammalato non è cosciente durante la prima ora. La
trasfusione di sangue o di piastrine è in grado di controllare
la perdita di sangue.
La
correzione dei difetti di refrazione oculare nei subacquei mediante
l'uso di maschere subacquee
Dott. Antonio Palumbo
medico chirurgo oculista DAN Europe
PARTE PRIMA
INTRODUZIONE
Una buona visione sott’acqua è un importante fattore di
sicurezza durante le immersioni.
Più della metà della popolazione mondiale è affetta
da difetti della refrazione tali da richiedere l'uso di lenti correttive,
ma il problema è spesso sottovalutato nei subacquei che a torto
si considera si possano
accontentare di una visione mediocre. Inoltre nella nostra esperienza
professionale abbiamo trovato che molti subacquei non si rendono conto
che in acqua non vedono bene. Altro problema è la mancanza di
informazione sulle metodiche che oggi consentono di correggere in maniera
ottimale praticamente tutte i difetti di refrazione anche sottacqua.
Per comprendere le possibilità di correzione dei difetti visivi
descriveremo sommariamente i difetti di refrazione più comuni.
Illustreremo poi i principali vantaggi e limiti dell'uso delle maschere
subacquee. Nella seconda parte di questo lavoro descriveremo invece
i principali tipi di lenti usate per la correzione e le modalità
di applicazione delle lenti alle maschere.
Elementi di anatomia e fisiologia refrattiva dell'occhio
IL POTERE DIOTTRICO TOTALE DELL'OCCHIO
È la capacità delle strutture trasparenti dell'occhio
di deviare i raggi di luce in modo da metterli a fuoco sulla retina.
Esso è costituito dalla somma del potere refrattivo della cornea
e da quello del cristallino (Fig. 1 pag. 18). Il primo e fisso, il secondo
è variabile per la presenza del meccanismo di accomodazione,
che nel
soggetto giovane permette di mettere a fuoco oggetti a diverse distanze
dall'occhio. Per mettere a fuoco oggetti vicini il potere del cristallino
deve aumentare mediante la contrazione di un muscolo, chiamato muscolo
ciliare. Il potere diottrico dell'occhio, come quello delle lenti, si
misura in diottrie.
POTERE DIOTTRICO E ACUITÀ VISIVA
II potere diottrico viene spesso confuso con l'acuità visiva,
che invece indica quanto l'occhio vede (con e senza lenti), e si esprime
con una frazione, ad es. 10/10 (nei paesi anglosassoni il valore corrispondente
è 20/20). Perciò ad esempio un paziente normale può
vedere 10/10 senza alcun occhiale. Un paziente miope invece, può
vedere 4/10 senza occhiali, ma può raggiungere i 10/10 con una
lente di -1.00 Diottria.
LA CORNEA
È una struttura trasparente al davanti dell'iride e coperta permanentemente
da un sottilissimo strato
protettivo di lacrime. Grazie alla sua curvatura è responsabile
della maggior parte del potere refrattivo dell'occhio. Quest'ultimo
dipende però non solo dalla curvatura della cornea, ma anche
dal minore indice di refrazione dell'aria rispetto al tessuto corneale.
Maggiore è la diversità di indice di refrazione, maggiore
è il potere refrattivo. Se al posto dell'aria mettiamo l'acqua,
come succede in chi nuota senza maschera ad occhi aperti, il potere
refrattivo della cornea (e quindi quello totale dell'occhio) risulta
notevolmente diminuito. Questo provoca nel soggetto normale sotf acqua
una situazione di temporanea ipermetropia elevata.
L'IRIDE
È responsabile del cosiddetto "colore dell'occhio".
È una struttura ad anello con un foro centrale che è la
pupilla. Le dimensioni della pupilla variano, grazie ad un sensibilissimo
meccanismo nervoso, in base alla luce dell'ambiente. La sua funzione
può essere paragonata a quella del diaframma di una macchina
fotografica. In presenza di molta luce, la pupilla si restringe per
evitare l'abbagliamento, e l'immagine retinica acquista una elevata
profondità di campo. Al contrario in presenza di luce scarsa,
la pupilla si dilata per far arrivare più luce nell'occhio, ma
la profondità di campo dell'immagine retinica si riduce. La costrizione
della pupilla in presenza di molta luce può quindi permettere
una buona visione anche a soggetti con lievi difetti di refrazione,
sia in acqua che fuori dall'acqua.
IL CRISTALLINO
II cristallino è una lente naturale biconvessa posta all'interno
dell'occhio dietro l'iride. La sua curvatura può variare grazie
alla contrazione del muscolo ciliare. Questo permette di realizzare
un meccanismo
paragonabile all'"autofocus" delle macchine fotografiche,
in modo da mettere a fuoco oggetti a distanze diverse dall'occhio. Per
mettere a fuoco oggetti più vicini il cervello invia impulsi
al muscolo ciliare che si contrae. Il potere del cristallino così
aumenta, portando il fuoco sulla retina.
LA RETINA
È paragonabile alla pellicola della macchina fotografica tradizionale,
o al sensore CCD di una macchina fotografica digitale. L'intero sistema
ottico naturale all'interno dell'occhio (cornea e cristallino, oltre
al diaframma irideo) ha come scopo di far convergere i raggi di luce
esattamente sulla retina. Solo così si può ottenere sulla
retina una immagine nitida da inviare cervello.
I principali difetti di refrazione oculare
MIOPIA
La miopia è la condizione in cui l'individuo vede chiaramente
da vicino, ma non riesce a vedere adeguatamente da lontano senza correzione
con lenti di potere negativo (Fig. 2 pag. 18).Il potere diottrico totale
dell'occhio è eccessivo rispetto alla lunghezza dell'occhio.
I raggi di luce provenienti da oggetti lontani vengono fatti convergere
troppo dalle strutture trasparenti dell'occhio e vanno a fuoco in un
punto al davanti della retina. La causa è dovuta a diversi fattori:
eccessiva lunghezza del bulbo oculare, eccessiva curvatura della cornea
del cristallino. Il bulbo oculare è lungo in media 23.5 mm. L'occhio
miope è un occhio di solito più lungo del normale: per
ogni millimetro di lunghezza in più, il la miopia aumenta di
3 diottrie. Le immagini arrivano quindi sulla retina sfuocate e la visione
degli oggetti lontani risulta indistinta.il difetto si corregge con
lenti negative (divergenti).
IPERMETROPIA
L'ipermetropia è un difetto visivo che non consente una buona
visione né da vicino né da lontano nel soggetto anziano
(Fig.4 page 18). Il soggetto giovane con una modesta ipermetropia può
invece compensare il difetto, almeno parzialmente, con il meccanismo
dell'accomodazione. Nell'ipermetropia il potere diottrico totale dell'occhio
non è sufficiente rispetto alla lunghezza del bulbo oculare.
I raggi di luce provenienti da oggetti lontani non vengono fatti convergere
sufficientemente e teoricamente andrebbero a fuoco in un punto posteriore
alla retina. Il difetto viene corretto con lenti sferiche positive (convergenti).
ASTIGMATISMO
Nell'occhio normale, la forma della cornea ricorda la metà di
un pallone da calcio. La sfericità della cornea fa si che i raggi
luminosi provenienti da un punto nello spazio vadano a fuoco sempre
su di un unico punto, che nell'occhio normale è esattamente sulla
retina. Quando vi è astigmatismo, la cornea è ovale ed
raggi di luce provenienti da un punto esterno non vanno a fuoco su di
un unico punto, ma su due linee perpendicolari fra di loro. L'immagine
retinica è allungata e sfocata maggiormente lungo un asse rispetto
all'asse ad esso perpendicolare (Fig. 5 pag. 18). L'astigmatismo può
essere miopico od ipermetropico. Viene corretto con lenti cilindriche
negative nel primo caso e positive nel secondo.
PRESBIOPIA
La presbiopia è la difficoltà di messa a fuoco delle immagini
da vicino che si verifica, in genere, dopo i 45 anni in tutti i soggetti
(Fig. 6 pag. 19). La presbiopia è causata dal progressivo indurimento
del cristallino. Per questo motivo il muscolo ciliare, responsabile
della accomodazione, non riesce più a modificarne la forma. In
un soggetto che non ha altri difetti visivi la messa a fuoco rimane
fissa per lontano.
Per vicino servirà una lente aggiuntiva di potere positivo. Per
i subacquei di età non più verde i problemi riguardano
in particolare la visione degli strumenti (computer subacqueo, manometri
ecc). I fotografi
subacquei presbiti in particolare fanno fatica a vedere i piccoli schermi
a cristalli liquidi delle fotocamere e videocamere digitali.
La visione dei mirini delle fotocamere reflex e delle fotocamere a sistema
galileiano non è invece influenzata dalla presbiopia. Alcuni
mirini hanno una manopola che permette la correzione di eventuali difetti
sferici miopici o ipermetropici dell'operatore, ma ciò riguarda
solo i difetti visivi per lontano, e non la presbiopia.
Un aiuto a presbiti e non presbiti viene dato in alcuni casi aumentando
le dimensioni dell'immagine. Ad esempio alcune custodie subacquee contengono
lenti di ingrandimento (positive) che aumentano le dimensioni delle
immagini del contascatti e del display della fotocamera. I mirini "magnificatori"
aumentano le dimensioni dell'immagine vista attraverso il mirino della
fotocamera (Fig. 7 pag. 19). La presbiopia può essere corretta
in vari modi.
1. Lente positiva monofocale (cioè che permette la messa a fuoco
di un solo piano ad una distanza precisa) per vicino che si sceglie
in base alla distanza media degli oggetti da mettere a fuoco. Va bene
per soggetti che non hanno difetti visivi per lontano. Nelle maschere
viene incollata sulla parte inferiore del vetro, perché normalmente
l'occhio guarda in basso quando deve vedere vicino. L'inconveniente
è che l'oggetto deve essere portato ad una precisa distanza dall'occhio.
Oggetti più lontani o più vicini della distanza di messa
a fuoco prescelta per la lente applicata alla maschera non possono essere
visti nitidamente.
2. Lenti bifocali. Quando il soggetto ha un difetto visivo per lontano
ed è anche presbite, nelle maschere si usano per ciascun occhio
due lenti, incollate una sulla parte superiore del vetro della maschera
e una sulla parte inferiore (entrambe sulla faccia interna del vetro).
La lente superiore corregge il difetto per lontano, quella inferiore
la presbiopia. La lente inferiore consente la messa a fuoco solo ad
una distanza precisa prescelta.
3. Lenti progressive. Permettono di mettere a fuoco oggetti a distanze
diverse guardando attraverso parti diverse di una lente costruita in
modo particolare. Più si guarda in basso attraverso il canale
di progressione, più vicino si mette a fuoco (Fig. 8 pag. 19).
I presbiti possono così mettere a fuoco oggetti a distanze diverse,
a differenza delle lenti monofocali e bifocali. Sono molto usate negli
occhiali, ma sono attualmente usate raramente nelle maschere subacquee
per motivi tecnici e di costo. Possono essere usate teoricamente solo
con gli inserti porta-lente nella maschera, che però presentano
numerosi problemi.
4. Monovisione. Consiste nell'usare lenti che permettano ad un occhio
di vedere distintamente per lontano, ed all'altro di vedere distintamente
per per vicino. È una soluzione di compromesso. Questo espediente
è ben tollerato solo da pochi soggetti, in quanto si può
usare per la visione nitida solo uno dei due occhi alla volta, mentre
la visione binoculare è fortemente alterata sia per vicino che
per lontano.
L'OCCHIO NORMALE SOTTACQUA L'OCCHIO A DIRETTO CONTATTO CON L'ACQUA
Se si nuota sottacqua ad occhi aperti senza maschera, come già
detto sopra, il contatto della cornea con l'acqua anziché l'aria,
riduce fortemente il potere refrattivo corneale. Le immagini subacquee
risultano sfuocate perché non vanno a fuoco sulla retina, ma
sarebbero a fuoco su un punto posteriore ad essa. L'occhio è
in uno stato di temporanea ipermetropia elevata, di circa 40 Diottrie.
L'accomodazione, che al massimo raggiunge circa 10-15 Diottrie e solo
nei bambini, non è in grado di compensare questo difetto.
Gli apneisti cercano di risparmiare il più possibile l'aria durante
l'immersione per aumentarne la durata. Per non sprecare aria per compensare
la pressione interna della maschera, usano maschere di ridottissimo
volume interno. Da questo punto di vista l'ideale sarebbe non avere
del tutto una maschera da compensare, ma questa non può essere
eliminata totalmente proprio per la necessità di una visione
sufficientemente distinta sottacqua. Per questo gli apneisti non vanno
sottacqua ad occhio nudo. Una soluzione alternativa per gli apneisti
sono le lenti a contatto sclerali di cui si parlerà altrove.
L'OCCHIO E LA MASCHERA CON VETRO PIANO
Con l' uso della maschera con vetro piano si riforma l'interfaccia aria/cornea
annullando i problemi di cui sopra, ma sono presenti tuttavia i problemi
dati della refrazione acqua/vetro piano/aria. Questi ultimi
comportano un aumento delle dimensioni apparenti dell'immagine di circa
il 33%. Per la precisione l'aumento delle dimensioni varia col variare
della distanza dell'oggetto dalla maschera, ma queste variazioni sono
piccole, dell'ordine del 3-4 %. Esiste poi un apparente avvicinamento
degli oggetti del 25%. C'è inoltre una riduzione e distorsione
periferica del campo visivo. Questo è particolarmente importante
nella visione in basso, perché ciò può ostacolare
la gestione degli strumenti e delle attrezzature subacquee. Hanno gene-ramente
un vetro anteriore piano, e quindi tutti i problemi refrattivi suddetti,
anche le maschere con correzione ottica.
L'OCCHIO E LA MASCHERA CON VETRO AD OBLÒ
Questo tipo di vetro per maschera introdotto recentemente permette di
eliminare gran parte dei problemi di refrazione dati dal vetro piano
(ingrandimento, avvicinamento apparente delle immagini e riduzione del
campo visivo) (Fig. 9 pag. 20). Come discusso più avanti, tuttavia,
presenta anche alcuni inconvenienti.
LA MASCHERA SUBACQUEA
1. La maschera come dispositivo protettivo
Le maschere subacquee sono considerate dispositivi protettivi e come
tali sottoposti alle normative di sicurezza ANSI e CEE. Queste norme
severe ne assicurano la resistenza agli urti. Il vetro della maschera
è generalmente trattato con un procedimento di temperatura che
ne aumenta la resistenza. La tempratura può essere ottenuta col
calore, ed in questo caso la resistenza agli urti aumenta di 2-3 volte.
Un altro procedimento consiste nell'immergere il vetro in particolari
soluzioni chimiche. Questo da un risultato ottico migliore ed aumenta
la resistenza agli urti di 5-10 volte. I vetri temprati col calore (non
chimicamente) tuttavia, quando si rompono, formano frammenti molto piccoli
e poco acuminati, meno pericolosi quindi di schegge grandi ed appuntite,
che hanno una capacità maggiore di perforare i tessuti. I vetri
temprati hanno generalmente la lettera T stampata su di un bordo.
2. La compensazione della pressione all'interno della maschera
Uno dei problemi delle maschere subacquee è dato dal dover equilibrare
sottacqua la pressione interna della maschera con quella estema dell'acqua
a ciascuna profondità. Senza entrare ulteriormente nei dettagli
di come ciò avviene, che sono spiegati nei corsi per subacquei,
diremo che la mancata compensazione della pressione della maschera può
portare ad un effetto di suzione con danni alla superficie esterna dell'occhio
quali congiuntiviti ed emorragie sottocongiuntìva-lie. Raramente
in questi casi anche le strutture interne dell'occhio possono essere
danneggiate da una emorragia endooculare (ipoema). Nelle maschere granfac-ciale
la compensazione è automatica durante la respirazione.
3. Il numero di vetri della maschera
Le maschere subacquee sono attualmente prodotte con un numero di vetri
che va da 1 a 6. Quelle con un vetro solo hanno una singola lastra di
vetro, generalmente piatto ed hanno un campo visivo leggermente più
ampio. Sono di questo tipo anche le maschere gran facciale. Le maschere
a due vetri hanno due lenti frontali separate da un alloggiamento per
il naso. Sono di questo tipo la maggioranza delle maschere predisposte
per le lenti ottiche correttive. I due vetri frontali devono sempre
essere sullo stesso piano, altrimenti si generano degli effetti prismatici
che possono dare disturbi della visione binoculare e, in casi estremi,
diplopia (visione doppia). Le maschere a tre vetri hanno un vetro unico
frontale e due vetri laterali per aumentare il campo visivo. Le maschere
a 4 vetri hanno due vetri frontali e due laterali. Esiste infine una
maschera che ha ha 2 vetri frontali, due laterali e due inferiori. Sui
due inferiori si possono montare delle lenti per presbiti per la lettura
degli strumenti.
4. Angolo pantoscopico
L'angolo pantoscopico è l'inclinazione verso il basso del piano
delle lenti frontali della maschera. Maggiore è questa inclinazione,
maggiore è lo spostamento del campo visivo in basso, considerato
più utile. Infatti nella maggior parte dell'attività visiva
un soggetto normale guarda leggermente verso il basso, non dritto di
fronte a sé. Inoltre il piano del vetro deve essere perpendicolare
all'asse visivo dell'occhio, che come abbiamo detto è generalmente
diretto in basso. Perciò il vetro della maschera dovrebbe essere
sempre inclinato verso il basso. Solo recentemente sono apparse sul
mercato questo tipo di maschere, imitando la posizione delle lenti dei
comuni occhiali.
5. Il campo visivo
Si definisce campo visivo monoculare l'insieme dei punti dello spazio
visti da un occhio immobile. Il campo visivo binoculare è l'insieme
dei due campi visivi monoculari, che si sovrappongono in una zona centrale,
detta di visione binoculare. Maggiore è il campo visivo, migliore
è la capacità del subacqueo di individuare immediatamente
oggetti ed eventuali pericoli laterali senza dover muovere la testa.
Il campo visivo di una maschera subacquea è inferiore a quello
dei due occhi liberi in aria in primo luogo per l'ostacolo periferico
dato dalla plastica della maschera (effetto paraocchi).
Il disegno della maschera può influire su questo aspetto del
problema. Il campo visivo di una maschera con vetro frontale piatto
in acqua è comunque sempre inferiore a quello in aria. La riduzione
del campo visivo subacqueo è dovuta alla rifrazione. Un fenomeno
fisico, detto riflessione totale interna, fa si che i raggi luminosi
provenienti dalle zone più esterne del campo visivo non penetrino
all'interno della maschera, ma vengano completamente riflessi. Il forte
riflesso che spesso si vede sulla periferia del vetro della maschera
di un compagno subacqueo è luce che non arriva all'occhio del
compagno, ma è riflessa totalmente. Questa è una dimostrazione
evidente a tutti della riduzione del campo visivo periferico delle maschere
con vetro frontale piatto. Tutte le maschere con vetri laterali hanno
un vantaggio di una maggiore visione periferica. Tuttavia ciascun vetro
è soggetto al fenomeno della riflessione totale interna. Il campo
visivo è quindi frammentato. Quando un oggetto si muove da un
vetro laterale a quello frontale o viceversa, c'è un salto ottico
dovuto alla rifrazione ed all'ostacolo visivo interno alla maschera,
che alcuni trovano distraente. Inoltre il frammento di campo visivo
laterale ottenuto con una lente laterale è da alcuni considerato
inutile nella pratica dell'attività subacquea. Le maschere granfacciale
hanno un vetro più ampio che da un maggiore campo visivo. La
parte frontale piatta del vetro, però, ha le stesse limitazioni
delle maschere comuni (riflessione interna totale, aberrazione cromatica
ecc). La parte periferica curva, tuttavia, pur non permettendo una precisa
messa a fuoco, consente comunque di individuare oggetti alla periferia
del campo visivo.
6. Ingrandimento dell'immagine e apparente avvicinamento degli oggetti
Come già detto la maschera con vetro anteriore piano provoca
un aumento delle dimensioni apparenti dell'immagine di circa il 33%
ed un apparente avvicinamento degli oggetti del 25%. Studi hanno tuttavia
dimostrato (Ross et
al), che il cervello si adatta rapidamente all'ambiente subacqueo cosicché
errori iniziali nel giudicare le distanze si riducono significativamente
nel corso di un'immersione. Inoltre la valutazione delle distanze e
delle grandezze migliorano con l'esperienza dell'attività subacquea.
7. La distorsione periferica del campo visivo e l'aberrazione cromatica
Con le maschere a vetro frontale piatto quindi la visione periferica
è ridotta. Tuttavia oltre a ciò il campo visivo effettivamente
visto attraverso la maschera presenta disturbi nella sua parte periferica
dovuti a fenomeni refrattivi. La periferia del campo visivo percepito
attraverso la maschera subisce una distorsione definita "a cuscino".
Inoltre si ha la dispersione della luce dovuta ad un effetto prismatico
per cui un raggio di luce bianca si scinde nei colori dello spettro
visibile. Generalmente comunque queste distorsioni ed aberrazioni incidono
poco sulle capacità visive del subacqueo.
8. L'accomodazione sottacqua.
Come menzionato precedentemente a causa della rifrazione nell'acqua
tutto sembra più grande e più vicino. Un oggetto a 100
cm sembra 33% più grande e 25% più vicino. A parità
di distanza di un oggetto sot-facqua è quindi necessario accomodare
di più. È come se l'oggetto fosse più vicino, e
nei presbiti più vicino è l'oggetto, maggiore è
il potere della lente necessaria per correggere la presbiopia e mettere
bene a fuoco. L'ingrandimento delle immagini che avviene sot-f acqua
con maschere con vetro piano (33%) può essere un'aiuto per migliorare
la visione nei casi iniziali di presbiopia, ma generalmente non basta
a a risolvere il problema.
9. La riduzione della visione data dall'appannamento
Si pensa generalmente che l'appannamento della maschera sia dovuto a
differenze di temperatura tra l'interno e l'esterno, ma questo incide
solo in piccola parte. La verità è che le maschere sono
sporche. All'interno della maschera c'è un tasso di umidità
che si avvicina al 100% ed il vapore si condensa in goccioline su ogni
microscopico frammento di sporco, perfino su irregolarità del
vetro. Così si provoca l'appannamento del vetro. Gli antiappannanti
per maschere contengono un detergente che pulisce la superficie interna
del vetro, in modo che il vapore, condensando, tende a stratificarsi,
non a coalescere in goccioline microscopiche. Anche la saliva deterge
il vetro, ma questo sistema, che poteva andar bene con le vecchie maschere
di gomma, è meno efficace con le maschere di silicone. Quando
viene prodotta la maschera, il silicone viene rivestito con un agente
chimico che ne aiuta la fuoriuscita dallo stampo. Questo rivestimento
rimasto sporca la lente e ne induce l'appannamento nonostante l'uso
della saliva. Per questo le maschere nuove devono essere deterse bene
prima dell'uso. Inoltre microscopiche particelle di silicone possono
passare continuamente sul vetro nel corso degli anni e si aggiungono
ad altri fattori come creme abbronzanti, trucco nelle donne, e secrezioni
nasali. Questo giustifica l'uso dei detergenti anti appannanti in spray
o gel, che sono però formulati in modo da non irritare gli occhi.
Perché
il fitness? Se non è “lavoro” di che si tratta?
Del Dr. Jolie Bookspan
Compri cibi sani e mangi pochi grassi, ma non perdi peso.
Vai in palestra, segui i consigli di un allenatore, ma ti fa ancora
male la schiena e non stai perdendo peso. Compri libri sulle diete e
pillole energetiche e dimagranti, provi strani esercizi, agopuntura,
ipnosi, massaggi. Sei sempre stressato, stanco, dolorante e ancora non
perdi peso. Articoli, libri e notizie sensazionali parlano di questo
mistero. Conferenze mediche sottolineano che l'obesità è
in aumento proprio quando un numero di persone come mai prima d'oggi
fa esercizio e mangia pochi grassi. Cosa sta succedendo?
Un Mistero?
Per molte persone fare fitness significa interrompere la "vita
normale". Indossi abiti scomodi, guidi l'auto fino a una palestra
in cui non ti trovi a tuo agio, ed esegui movimenti "scomodi"
che non hanno nulla a che fare con la vita di tutti i giorni. Ma "lo
fai perché devi". Oppure non lo fai affatto.
A sentire gli esperti, "fitness come stile di vita" significa
"fare esercizio" in una palestra o a casa diversi giorni alla
settimana. Poi torni alla "vita reale" - sedere e camminare
scomposto, ciondolando, piegarsi nel modo sbagliato, avere una postura
sbagliata, camminare pesantemente, sedere con le spalle ricurve, prendere
sempre l'ascensore, prendere l'auto per andare dovunque ed evitare qualsiasi
movimento.
Il corpo umano era stato progettato per l'attività e per millenni
è stato attivo. Oggi nella maggior parte dei paesi in via di
sviluppo la gente si muove in bicicletta, solleva e trasporta carichi
tutto il giorno, si siede e si rialza continuamente da terra e si incontra
al parco mattina e sera per fare attività fisica in gruppo. Per
lo più restano magri e agili fino a tarda età. Nella vita
moderna, l'esercizio è qualcosa che "fai" in modo particolare,
poi distruggi la tua salute per il resto del tempo. Eseguire movimenti
specifici per un'ora e non usare il corpo per le attività quotidiane
è paragonabile al comportamento di una coppia che è gentile
per un'ora nello studio dell'avvocato. Poi quei due si tirano coltelli
per le altre 23 ore, giustificandosi col dire che la loro prescrizione
era di essere in armonia per 30-45 minuti da tre a cinque volte la settimana.
In Palestra
Fai lo squat per un'ora sotto la guida di un allenatore (pagandolo per
imparare a farlo bene e con la schiena dritta), poi ti pieghi proprio
dalla vita per posare a terra il peso quando hai finito. Fai gli affondi
per le gambe nel corso di gruppo, poi ti pieghi dalla vita per raccogliere
le tue cose quando te ne vai.
Durante gli esercizi carichi le articolazioni anziché i muscoli.
Fai stretching lasciando penzolare le braccia verso le cosce anziché
sostenere il peso del corpo coi muscoli delle gambe. Fai il corso di
slep e per salire sullo step appoggi sull'avampiede in modo che il peso
va sul ginocchio, invece che spingere con il tallone e usare i muscoli
della coscia. Le tue ginocchio si piegano all'interno, non sostenute
dai muscoli. Sollevi i pesi inarcando la schiena anziché mantenendo
la postura corretta. In questo modo è la parte inferiore della
schiena a sostenere il peso, invece dei muscoli del torace.
Lavori coi pesi per esercitare le braccia senza imparare mai come il
tuo corpo per intero deve stabilizzare un peso. Poi ti fai male aprendo
una finestra. Ti eserciti sul tapis roulant, tenendoti ai sostegni,
poi prendi una storta alla caviglia durante una normale passeggiata.
I tuoi muscoli stabilizzatori e il tuo equilibrio non sono allenati
per un terreno normale. Aspettando l'inizio del corso di gruppo siedi,
perfettamente immobile, ingobbito in una brutta posizione, aspettando
qualcuno che deve far qualcosa per la tua salute anziché far
qualcosa tu stesso. Cosa fare invece?
Si tratta di ripensare e rieducare completamente la consapevolezza e
l'uso del corpo per un vero fitness come reale stile di vita. I seguenti
sono alcuni esempi.
La Schiena
Ti svegli e siedi curvo sul letto, ti pieghi sul lavandino per lavarti,
siedi con le spalle ricurve facendo colazione e mentre vai al lavoro,
poi lavori seduto a una scrivania tutto il giorno. Ti pieghi in avanti
dalla vita per raccogliere oggetti. In palestra ti raggomitoli per fare
gli addominali e gli stiramenti. Stai curvo per lavare i piatti, tagliare
l'erba, passare l'aspirapolvere, e ti lasci cadere crollando davanti
al televisore. Dormi con la testa spinta in avanti sopra il cuscino.
Ti meravigli quando schiena, collo e spalle dolgono. Lo chiami stress.
Vai da qualcuno e dici, "Mi fa male la schiena, puoi darmi qualche
esercizio di stretching per curarla?"
Ti suggeriscono di piegarti fino a toccare i piedi, o avvicinare il
mento al petto, oppure il ginocchio al petto, o ancora sedere sul pavimento
e piegarsi in avanti fino a toccare i piedi, sedere su una sedia e lasciar
pendere il torace in avanti sulle cosce, oppure toccare la fronte col
gomito ruotando la schiena, raggomitolarsi formando una palla, o altri
esercizi che provocano rotazione e aumentano la pressione sulla tua
schiena. La tua postura è sempre più scomposta. I tuoi
dischi intervertebrali alla fine protrudono sotto la pressione costante.
Dici che avere una postura ciondolante è comodo? Quando i muscoli
sono così deboli e rigidi che una buona postura sembra innaturale,
significa che hai bisogno di rinforzarli e stirarli per sentirti a tuo
agio, non devi mantenere la postura scomposta per sentirti bene. Ma
non è naturale questa postura? È naturale come bagnare
i pantaloni, ma impari a tenere la pipì anche se non ne hai voglia.
Stai incurvando la schiena e spingendo la testa in avanti proprio ora
mentre siedi e leggi queste righe?
Cosa Fare Invece: per lo più il dolore alla schiena è
dovuto a cause meccaniche e si risolve interrompendo il processo costante
e dannoso dei movimenti errati del corpo. Usa i tuoi muscoli per mantenere
una posizione diritta con le spalle indietro quando stai in piedi, siedi,
cammini e ti muovi. Questo brucia calorie e tonifica, mentre previene
il dolore alla schiena. Usa le gambe, non la schiena, per sollevare
pesi e per piegarti. Piegare le ginocchio tenendo il torace diritto
rinforza ginocchio e gambe se fatto correttamente. Usa suole che attutiscono
lo shock per camminare in modo leggero, e usa il tuo corpo tutto il
giorno, non stare semplicemente seduto.
Gli Addominali
La maggior parte della gente vuole fare esercizi per gli addominali
senza avere alcuna idea di cosa fanno realmente quei muscoli o come
aiutano la schiena e la postura nella "vita reale." Oppure
non si preoccupano affatto della "vita reale" ma vogliono
solo un cambiamento cosmetico. Usare gli addominali non significa risucchiarli
all'interno, tenderli o "schiacciarli contro la spina dorsale".
Significa muovere il torace come muovi ogni altra giuntura per evitare
che la schiena si inarchi quando stai in piedi, caricando il peso sulla
zona lombare.
Ti pieghi in avanti per alcuni "esercizi addominali" quindi
stai in piedi, cammini, ti abbassi e sollevi pesi in posizione curva?
La posizione errata deriva dal non usare gli addominali quando stai
in piedi. Gli "esperti" dicono di rinforzare gli addominali
con esercizi specifici (crunches), così i muscoli potenti sono
in grado di sostenerti. Ma rinforzare i muscoli non è sufficiente
a correggere la posizione. Un sacco di gente con
muscolatura potente tiene una pessima posizione. È come avere
il cervello e non usarlo. I crunches non lavorano gli addominali nel
modo necessario alla vita reale. Non ti insegnano come usare i muscoli
addominali per il resto del giorno, e provocano una postura sbagliata,
anche quando sono ben fatti.
Cosa Fare Invece: In piedi, allungati in alto e prova a sollevare le
costole e inarcare la schiena. Per
migliorare, stira il corpo piegandoti abbastanza in avanti, come per
iniziare un esercizio di crunch, per eliminare la curva eccessiva dalla
zona lombare finché non senti che stai usando i muscoli del tronco
per sostenere il peso del corpo. Anziché piegarti in avanti per
fare piccoli crunches, usa gli addominali per sostenere il tuo corpo
quando stai in piedi e sollevi dei pesi - sempre - anche quando riponi
lo scatolame o ti togli la camicia.
Zaini e borse pesanti sulle spalle non ti fanno inarcare la schiena
o assumere una posizione scorretta: il
problema è non usare i muscoli del tronco per bilanciare la trazione.
Mantieni una corretta postura quando trasporti delle borse. Non pendere
indietro, non piegarti in avanti, non inclinare il corpo di lato per
portare il peso, usa i tuoi muscoli. Le borse che devi portare sono
di per sé un ottimo esercizio per gli addominali.
Stretching
Per molti, fare stetching significa arrotolare la gamba intorno al collo
o piegarsi in avanti fino a toccare le dita dei piedi. Queste stesse
persone non hanno la flessibilità per giacere piatti senza un
cuscino sotto la testa o le ginocchio; oppure per stare in piedi contro
un muro con la nuca che appoggia. La loro schiena e le loro spalle sono
troppo curve; le anche sono troppo rigide. Molti esercizi di stiramento
favoriscono il problema originario, ossia il piegamento in avanti. La
maggior parte delle persone non ha la flessibilità dei muscoli
posteriori della coscia per sedere in modo corretto, senza inclinare
in giù le anche e ruotarle all'indietro. Anziché stirare
quei muscoli per sedere correttamente, essi siedono e fanno stretching
curvi perché la rigidità rende più confortevole
quel tipo di movimento. Altri esercizi di stiramento sono assolutamente
dannosi. Favoriscono posture errate e caricano le articolazioni con
il peso del corpo, come la posizione yoga "sulle spalle",
lo stretching delle braccia all'indietro e verso l'alto.
Cosa Fare Invece: gli esercizi per la flessibilità dovrebbero
promuovere una postura normale. Per stirare le gambe non piegarti in
avanti stando in piedi: sai già che raccogliere oggetti in quel
modo è negativo per la schiena. Ovvio che non diventa magicamente
positivo chiamandolo esercizio. Stira i muscoli posteriori delle cosce
stando supino sul pavimento e sollevando una gamba in alto, mantenendo
la schiena diritta e spalle e collo rilassati. Non forzare le articolazioni
ad un punto così lasso che faticano a stare correttamente in
posizione. Dopo ogni stiramento, stira nella direzione opposta. Ricorda
che stare con schiena e spalle ricurve è uno stiramento, ma sbagliato.
Non peggiorare questa situazione con continui stretching in avanti.
Alimenti per la Salute
I più venduti nei negozi di alimenti per la "salute"
sono i "bruciagrassi" e le sostanze energetiche.
Probabilmente li acquisti perché sono "naturali" e
a base di "erbe". Questo non significa però che siano
privi di pericoli e di additivi. Caffeina, cocaina e nicotina, ad esempio,
sono sostanze naturali che derivano da piante. Molti prodotti energetici
e dietetici contengono stimolanti come ma huang e ginseng. Fai attenzione
se pensi che non ci siano problemi perché riportano scritte come:
"Usato in Cina come medicamento da oltre 5.000 anni". Anche
l'oppio era usato in medicina! Gli stimolanti possono avere effetti
collaterali seri come aumento del battito cardiaco e della pressione
del sangue, polso irregolare e dolore al petto. Inoltre possono provocare
alcuni dei numerosi effetti sul sistema nervoso come insonnia, tremori,
ansietà, vertigini a seconda della dose, anche se non hai mai
avuto problemi di cuore. Aggiungi caffè e sigarette, qualche
drink alcolico, per calmarti, e c'è da meravigliarsi che più
gente non muoia per attacchi cardiaci o incidenti stradali.
Cosa Fare Invece: se pensi che hai bisogno di formaci stimolanti, osserva
le tue abitudini e scopri per quale motivo senza questi non riesci a
funzionare. Assumerli può produrre un circolo vizioso di dipendenza
e affaticamento, e un ciclo di stimolazione eccessiva e scarso riposo
notturno. Una camminata veloce o altri brevi esercizi ti faranno "riprendere"
più di una barretta o di un farmaco. Per perdere peso o aumentare
l'energia il modo più veloce e sicuro è uscire e muoversi.
La Nutrizione
Mangi poco a colazione, caffè e caramelle durante il giorno,
a pranzo troppi zuccheri e grassi, snack da fast food, una cena troppo
abbondante e un altro paio di spuntini più tardi? Il risultato
è stanchezza, malessere, aumento di peso e difficoltà
nel riposo notturno per le troppe proteine assunte in tarda serata.
La maggior parte delle persone mangia più calorie, grassi e zuccheri
semplici di quello che pensa. Nutrirsi di patate dolci, verdure con
gelatina o burro non è "mangiare verdure salutari";
sono altri zuccheri e grassi dannosi per i denti, il cuore, il resto
del corpo. Una bevanda dolce con "aggiunta di vitamine e calcio"
non è un alimento salutare: è acqua zuccherata. Mangiare
potatine fritte non è mangiare verdura. Gelati e salse non sono
OK perché "hai bisogno di un po' di grasso nella dieta".
Certo, anche l'auto ha bisogno di olio, ma troppo olio e il tipo sbagliato
distruggono il motore.
Molti alimenti sono ricchi di grassi senza che tu lo sappia, come i
muffins o gli snack in forma di barretta. Altri, come la carne, sono
più grassi di quel che pensi. Molte carni hanno una percentuale
di lipidi maggiore di quella di proteine, compresa la pancetta, che
può arrivare intorno all'80% di grasso prima di essere fritta.
La maggior parte degli alimenti confezionati e dei pasti pronti nei
ristoranti sono pieni di zucchero e grasso.
L'Associazione Americana per il Cuore in origine raccomandava non più
del 30% delle calorie provenienti dai grassi. Ora ci sono buone ragioni
per consigliare una percentuale vicina al 20%. La maggior parte della
gente mangia circa il 40% di grassi, talvolta anche di più. Anche
se tu mangiassi soltanto legumi, verdure, cereali e frutta, senza aggiungere
olio o ingredienti grassi, assumeresti almeno il 6-10% di grasso dagli
oli naturali delle piante. Pochissime persone sono così severe
e di solito le "diete a bassissimo contenuto di grassi" ne
contengono il 10-20 percento. Per escludere del tutto il grasso alimentare
dovresti mangiare solo cibi dolci confezionati, cosa che un mucchio
di gente pare si sforzi di fare.
Cosa Fare Invece: Non confondere i carboidrati provenienti dai cereali
integrali con gli zuccheri semplici; non pensare che è salutare
mangiare pane bianco, mentre eviti i cereali pensando che ingrassano.
"Mangiare carboidrati" significa scegliere i salutari carboidrati
complessi di verdura, frutta e cereali integrali, non gli zuccheri semplici
di caramelle, Donuts e cibi da fast food. È sano seguire una
dieta povera di zuccheri semplici, ma non di carboidrati. I pasti a
base di riso bianco e pasta da farina bianca sono parte del fenomeno
"un'ora dopo hai fame di nuovo", perché sono privi
di fibre e carboidrati complessi che mantengono regolare il livello
di zucchero nel sangue. Preferisci il riso e le farine integrali, sono
ottimi se preparati in modo appropriato.
Per colazione assumi carboidrati complessi e proteine dai cereali come
l'avena (non il cereale confezionato), e dalla frutta fresca. Mangia
anche la buccia dei cibi come mele e patate; è nutriente e le
fibre aiutano a mantenere costante il tasso di zucchero nel sangue.
Quando fai un succo, tieni anche la polpa della frutta; senza la polpa,
bevi poco più che acqua e zucchero.
Fai colazione e pranzo più abbondanti e cena più leggera.
I pasti sani traggono la maggior parte delle calorie - circa il 65%
- dai carboidrati complessi, meno del 25% dai grassi e il resto dalle
proteine, a seconda del tuo peso. Cereali e verdure sono importanti
e salutari fonti proteiche. Non è necessario associare con attenzione
certi tipi per avere un apporto proteico completo. Non rovinarli con
aggiunte di burro e salse. Preferisci quelli di stagione. L'aumento
di peso è dovuto all'assunzione di troppe calorie da una qualsiasi
fonte.
Equilibrio
L'equilibrio si impara facilmente, ma spesso non vi si presta attenzione.
Avere buon equilibrio è
fondamentale per facilità di movimento, indipendenza, varietà
di attività, prevenire cadute, distorsioni e quelle prese sbagliate
che ti fanno cadere gli oggetti sui piedi. Infortuni e non uso compromettono
l'equilibrio. Nasce cosi un circolo vizioso di scarso equilibrio, infortunio
e cab dell'attività a causa di incapacità o paura dell'attività
stessa.
Cosa Fare Invece: stai su un piede solo mentre sei al telefono o lavi
i piatti, per esempio. Esercitati ad alzarti dal pavimento e stenderti
di nuovo in maniera sciolta. Poi fallo di nuovo senza le mani. Fallo
ancora con un pacco in mano. Togli e indossa pantaloni, calze e scarpe
stando in piedi, combinando un esercizio di equilibrio e flessibilità.
Aumenta le difficoltà con giochi di equilibrio vari e divertenti.
Il Mistero è Semplice
Le persone non fanno quello che pensano. Fanno esercizio fisico in modi
che non aiutano ma danneggiano; mangiano molti più zuccheri,
grassi e cibi dannosi di quello che immaginano; vivono una vita quotidiana
senza i movimenti di una normale attività. Fitness non significa
"Fai tre serie da dieci," "Parcheggia più lontano"
e "Bevi più acqua."
La radice del problema sta in quello che consideriamo esercizio - "allenati
almeno per 30 minuti al giorno da tre a cinque volte la settimana"
- perché separa l'esercizio dal resto della tua vita.
Quando eri piccolo, probabilmente ti dicevano: "Stai seduto e fermo!
Fai silenzio! Mangia tutto quello che hai nel piatto!" Ora da adulto,
improvvisamente "Muoviti, Non mangiare così tanto, Dì
qualcosa di profondo!"
Le abitudini di una vita intera ti fanno diventare sedentario. È
tempo di scrollarsi e capire che usare l'attività muscolare per
ogni cosa, compreso stare in piedi in modo appropriato, è salute.
Usare il tuo corpo è come i Dieci Comandamenti: devi farlo tutto
il tempo, non solo durante la tua ora di allenamento. La salute non
è qualcosa che vai a fare tre - cinque volte la settimana: è
muoversi, stirarsi, piegarsi e rialzarsi nella tua vita quotidiana.
Manovra
di Heimlich
DAN discute i pro e i contro del suo impiego su un subacqueo
non cosciente
Del Dr. John Williamson
Domanda:
Qualcuno ha detto che poiché un subacqueo in stato di incoscienza
solitamente ha acqua nei polmoni, è una buona idea effettuare
una manovra di Heimlich per far espellere acqua prima di iniziare la
respirazione artificiale. Al contrario c'è chi la ritiene sbagliata
o inutile.
Entrambe le parti hanno citato fonti mediche, ma quale è corretta?
- Un Membro DAN della Nortk Carolina
Risposta: questa è una domanda ragionevole, in quanto molti sub
(anche se non necessariamente tutti) che si sono trovati in stato di
incoscienza in acqua o sottacqua, hanno aspirato acqua e/o a volte,
il contenuto (rigurgitato) dello stomaco, nei polmoni.
Chi scrive ha qualche esperienza di rianimazione subacquea ma non ha
mai tentato una manovra di Heimlich né durante un soccorso subacqueo
né in altra situazione. Ciò che viene qui esposto ha perciò
un sapore un po' teorico, seppure basato su esperienza medica di rianimazione.
Cos'è una manovra di Heimlich? Il soccorritore in piedi o adagiato
dietro la persona che sta soffocando, lo abbraccia, congiunge le mani,
e improvvisamente comprime la parte superiore dell'addome della vittima
nel tentativo di espellere dalle vie aeree superiori ciò che
provoca il soffocamento. È mia opinione che ci sono quattro buoni
motivi per non impiegare la manovra di Heimlich nella situazione descritta
da chi ci pone la domanda.
Primo, una manovra di Heimlich provoca quasi certamente il rigurgito
del contenuto dello stomaco, che può essere presente in una certa
quantità, con il conseguente ingresso nelle vie aeree superiori
non protette. Questo, a sua volta, rende probabile l'ingresso di un
fluido ancora più pericoloso nei polmoni, l'acido gastrico.
Secondo, una volta che il fluido è stato aspirato così
a fondo, è impossibile espellerlo dal parenchima polmonare (cioè
dai tessuti dei polmoni), tramite una semplice pressione dall'esterno
del torace. Questo concetto di "strizzare" l'acqua dai polmoni
di una persona in semi - annegamento era l'errato principio fondante
di certe manovre di rianimazione vecchie, inefficaci e ora non più
usate.
Una volta entrati nelle basse vie aeree - i bronchioli e gli alveoli
polmonari - i fluidi si mescolano con i gas respiratori sempre presenti
e formano una schiuma. Premere sul torace è del tutto inefficace
per rimuovere tale schiuma. Tuttavia usare la gravità il più
presto possibile, come pure porre l'individuo con la testa in posizione
più bassa, consentirà almeno che i fluidi (o altri corpi
estranei) presenti nelle vie aeree superiori possano fuoriuscire dalla
bocca o essere rimossi manualmente dai soccorritori, e prevenire così
un danno ulteriore ai polmoni.
Terzo, una delle cause di perdita di coscienza nel subacqueo è
il barotrauma polmonare (un infortunio in cui il polmone è sottoposto
a sovrappressione) con embolia gassosa arteriosa cerebrale. Un aumento
improvviso della pressione interna del torace può provocare pneumotorace
(collasso del polmone) e a volte pneumotorace iperteso.
Infine, perdere tempo con tali "manovre", oltre alle preoccupazioni
sopra esposte, è causa di ritardi e distrazioni nella squadra
di soccorso che prolungano il persistere del problema principale nella
persona in semi-annegamento: l'ipossia cerebrale.
La procedura standard DRABC (Danger, Response, Airway, Breathing, Circulation,
ossia pericolo, risposta, via aerea, respirazione, circolazione), se
iniziata immediatamente, attaccherà il problema più grave
utilizzando quelle porzioni dei tessuti polmonari della vittima ancora
perfettamente in grado di assorbire ossigeno nel sangue. L'organo bersaglio
è e deve rimanere il cervello della vittima ed il suo bisogno
è l'ossigeno, il più presto possibile. Nulla deve impedire
o ritardare questo scopo primario.
È opinione di chi scrive che la manovra di Heimlich non trova
spazio nella rianimazione di un subacqueo incosciente. Se fonti mediche
presentano dati per sostenere il contrario, chi scrive non li ha visti.
Attenzione
alle punture
Del Dr Edgar Maeyens
Sollevato l'argomento dengue, non dimentichiamo la malattia
sorella, la malaria. Entrambe sono veicolate da una zanzara ed entrambe
si sviluppano in aree tropicali o sub-tropicali.
Prima di partire per aree ad alto rischio, rifletti.
- Programma una visita presso il tuo medico da quattro a sei settimane
prima di partire.
- Informati su quali vaccini e prescrizioni mediche sono necessarie.
- Consulta la Guida Medica DAN Dive & Travet.
- Informati sui rischi connessi al viaggio.
Appunti di Storia Naturale delle Zanzare
Le zanzare sono insetti appartenenti all'ordine dei Ditteri. Sono diffuse
i tutto il mondo tranne in Antartide. Si stima che esistano da 2.500
a 3.000 differenti specie di zanzare. A differenza degli altri Ditteri
possiedono ali coperte di squame.
Le femmine sono dotate di una lunga appendice boccale, la proboscide,
che usano per penetrare attraverso la pelle e succhiare il sangue. Solo
le femmine pungono. L'apparato boccale dei maschi non è in grado
di forare la pelle. Le femmine hanno bisogno del sangue come fonte di
proteine necessaria alla produzione di uova. Una femmina depone circa
100 uova da otto a dieci volte nel corso della propria vita. La fonte
primaria di cibo per le zanzare sono i succhi della frutta e i nettari
delle piante ricchi di zuccheri. Questi zuccheri forniscono l'energia
necessaria per il volo.
Ciclo di Vita
Le zanzare si sviluppano attraverso quattro stadi separati nel loro
ciclo vitale: uovo, larva, pupa e adulto. A seconda delle condizioni
ambientali e delle variazioni tra specie e specie, l'intero ciclo di
vita si può concludere in pochi giorni o durare fino a tre, quattro
settimane.
Alcune ibernano in inverno. Certe specie producono uova abbastanza dure
da sopravvivere al
congelamento. Queste uova rimangono sotto il ghiaccio fino a primavera
e si schiudono quando l'acqua si riscalda. Altri tipi di zanzare ibernano
come femmine adulte cariche di uova, riemergono in primavera, si nutrono
di sangue e depongono le uova.
La capacità di ibernarsi è considerevole, in quanto le
zanzare sono animali a sangue freddo, incapaci di regolare la temperatura
corporea. Essa è totalmente dipendente dalle temperature ambientali.
Intorno ai 27° C le zanzare funzionano ottimamente, ma se la temperatura
scende sotto i 15° C il loro metabolismo rallenta o cessa.
Stadio di uovo: le uova sono rilasciate sulla superficie dell'acqua
dalla maggior parte delle specie di
zanzare, eccetto le Aedes. Le Aedes depositano le uova su terreni umidi
in aree abitualmente invase dall'acqua, come pascoli irrigati, cavità
negli alberi, zone salmastre bagnate dall'alta marea. A causa delle
abitudini riproduttive, le Aedes sono chiamate zanzare da "inondazione".
Stadio larvale: in questo stadio la zanzara vive nell'acqua ed è
attaccata alla superficie tramite l'apparato respiratorio. Per raggiungere
le dimensioni di adulto la zanzara muta, ossia lascia cadere la pelle,
quattro volte. Le larve si nutrono di microrganismi e materiale organico
contenuto nell'ambiente acquatico.
Stadio di pupa: questo stadio molto breve dura due giorni, durante i
quali la zanzara completa la sua maturazione e il suo sviluppo e alla
fine emerge come adulto. Le pupe non si nutrono.
Stadio adulto: una volta emersa dalla sua pelle di pupa, la zanzara
adulta rimane sulla superficie dell'acqua per asciugarsi e permettere
al suo corpo di indurirsi in preparazione al volo.
Cosa attrae le zanzare.
Tutte le risposte non sono note, ma alcuni esempi comprendono:
- L'anidride carbonica che esaliamo dai polmoni.
- I prodotti chimici come saponi, profumi e deodoranti attirano le zanzare.
Inoltre ci sono le sostanze che vengono escrete dalla pelle o prodotte
con le funzioni fisiologiche, ad esempio l'acido folico, l'acido lattico,
le sostanze chimiche prodotte dai batteri e quelle rilasciate dalle
cellule morte della pelle. Esattamente quale di queste attrattive provoca
una puntura alla fine è una decisione della zanzara.
- Il calore e l'umidità del corpo sono attrazioni forti per i
sensori della zanzara. Ad esempio, una persona accaldata che suda costituisce
un'attrattiva più forte di una persona con la pelle fresca e
asciutta.
Come Evitare gli Attacchi delle Zanzare
- Evita le attività non indispensabili all'aperto durante i picchi
di attività delle zanzare.
- Indossa abiti chiari e non aderenti, preferibilmente camicie con maniche
lunghe e pantaloni lunghi. I colori chiari e gli abiti larghi respingono
meglio il caldo di quelli scuri.
- Usa repellenti che contengono DEET. DEET è un repellente che
funziona al contatto, cioè la zanzara non è respinta dall'odore.
Se una parte del corpo non viene cosparsa di DEET, è probabile
che la zanzara la trovi e punga. Fai attenzione quando usi DEET sui
bambini. Poiché i bimbi piccoli spesso mettono le mani in bocca,
è bene non applicare DEET sulle mani e vicino a occhi e bocca.
Alcuni esperti consigliano di non usare affatto DEET per bambini sotto
i due anni, tuttavia vivendo in una regione dove la malaria è
endemica, il rischio di infezione può essere superiore al piccolo
rischio di tossicità dovuto al DEET. Per i bambini sotto i 12
anni alcuni esperti raccomandano una concentrazione inferiore al 10%.
Per le donne incinte la CDC consiglia un uso cauto di DEET in concentrazioni
inferiori al 35%. Le madri che allattano devono lavarsi le mani per
eliminare il repellente prima di toccare i bambini.
- Inefficaci negli spazi aperti, gli spray ambientali devono essere
usati solo in ambienti chiusi.
- I sensori visivi delle zanzare possono individuare movimenti e abiti
in contrasto con l'ambiente circostante così, se possibile, riduci
al minimo il movimento e indossa un abbigliamento che si mimetizzi con
l'ambiente.
In Generale
- Trova ed elimina i luoghi di riproduzione, ad esempio tutti i contenitori
d'acqua.
- Libera le grondaie da materiali e acqua stagnante.
- Ripara le perdite nei condizionatori d'aria e nei rubinetti, che causano
la formazione di pozzanghere.
- Libera dall'acqua stagnante canali di irrigazione, prati, ceppi d'albero,
ecc.
- Riduci l'habitat delle zanzare mantenendo regolarmente tagliate erba
ed erbacce intorno e vicino a casa. Si possono spargere insetticidi
sulla vegetazione per ridurre il numero delle zanzare adulte.
Malattie portate dalle zanzare
Le zanzare sono vettori di un gran numero di malattie, tra cui quelle
trasmesse da virus, filarie e protozoi. Tutti gli insetti che si nutrono
di sangue sono potenzialmente in grado di trasmettere malattie in quanto
vettori di microrganismi. Alcuni di questi organismi, come nella malaria,
usano le zanzare per completare uno stadio del loro ciclo vitale. Altri
semplicemente si moltiplicano o metamorfosano all'interno della zanzara.
Durante il loro pasto a base di sangue, le zanzare trasmettono questi
microbi agli umani. Circa un milione di persone muore e diversi milioni
si ammalano ogni anno per malattie trasmesse dalla puntura di zanzare.
Alcuni esempi di malattie trasmesse da zanzare:
Appartenenti a specie Aedes: Febbre Gialla, Dengue, Encefalite
Appartenenti a specie Anophele: Malaria, Filariosi, Encefalite
Appartenenti a specie Culex: Encefalite, Filariosi

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