Diario
di bordo
La
triste storia di ...Ottavina
Pescallo 01/07/2006
Questa è la triste storia di una bella e solida
barca da pesca, ma quando il destino è avverso tutto può
rivelarsi inutile. Il primo
approccio non è stato dei migliori; il 15 gennaio 2005 una domenica
mattina, squilla il telefono, è il proprietario della barca e
mi chiede se posso andare subito al piccolo porto di Loppia - Bellagio,
dove la barca durante la notte si è adagiata sul basso fondale,
stavano eseguendo dei piccoli lavori di rimessaggio, per permettere
alla barca di essere trainata nel cantiere nautico prescelto per i lunghi
e costosi lavori di riparazione. Avendo aperto un foro nella fiancata
di destra dove sarebbe stato posto il tubo di scarico del motore non
hanno pensato che le piogge della notte precedente avrebbero appesantito
oltremodo l'imbarcazione facendo sparire sott'acqua il grosso foro...
e il barcone lungo undici metri. Il problema fu risolto mettendo un
tappo conico di legno seguite da alcune energiche martellate per fissarlo
nella sede, poi con una elettropompa la barca fu riportata a galla.
Quando Ottavina dopo un lungo periodo trascorso in cantiere
venne messa alla boa nella rada di Pescallo venni chiamato per controllare
le catenarie e potei osservare come il barcone fosse molto bello a vedersi
e sicuramente molto solido, il peso si aggirava sulle dieci tonnellate,
era stato montato sulla piccola cabina di prua anche il radar e un sofisticato
ecoscandaglio segnalava con precisione i banchi di pesce, al centro
era stata installa una gru per salpare le pesanti e lunghe reti, due
grossi argani completavano il ponte.

Ottavina alla
boa; bella e robusta
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A fine settembre 2005 il sottoscritto e Pier il mio compagno
d'immersione, intervenimmo per liberare l'asse dell'elica da un pezzo
di robusta rete che aveva immobilizzato Ottavina e rinforzare le catenarie
perché il quel tratto di lago quando il vento invernale scende
da nord con violenza mette a dura prova il pur solido ormeggio. E ora
passiamo a raccontare le ultime vicende di questa barca; 24/06/2006
il nostro solito gruppo più il nuovo acquisto della banda, Angelo
si appresta a scendere in acqua, in località Cava quando si avvicina una barca condotta dal proprietario di Ottavina il
quale ci racconta in poche parole quanto è avvenuto nella notte
di venerdì e sabato mattina alla sua preziosa imbarcazione. Ci
accordiamo di fare un veloce sopralluogo nelle prossime ore al termine
della nostra immersione oramai programmata da tempo. Ispezionando il
relitto con la poca aria rimasta, abbiamo visto quanto fosse inclinato
sul lato destro e con la prua rivolta verso la terra ferma, un enorme
groviglio di reti avvolgeva quasi completamente il barcone consigliandoci
la massima prudenza. Nelle immersioni successive, su ordine del proprietario
abbiamo cominciato a recuperare il più possibile, gli argani,
la ruota del timone, utensili di vario tipo, il monitor del ecoscandaglio,
l'antenna radar, fari e faretti ecc.
antenna radar recuperata
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i
grossi e potenti argani appesi al pallone
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la
bella ruota del timone ancora lucida

realizzato da Ivano
il 27/08/2006
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Dopo avere rimosso parzialmente le reti che avvolgevano,
anzi coprivano letteralmente la gru posta in centro barca e stavamo
elaborando un piano per potere togliere i grossi dadi che fissano la
gru al ponte, abbiamo saputo dal proprietario che i bulloni sono per
la maggior parte passanti, ovvero per svitare il dado esterno dovremmo
bloccare in qualche modo anche il dado sistemato sotto il ponte dell'imbarcazione
un operazione oltremodo scomoda e pericolosa dato dal peso di circa
600 KG della gru, se dovesse muoversi per qualsiasi motivo potremo trovarci
in guai seri, ed entrare nella stiva dove è collocato il grosso
motore con la nostra attrezzatura non è cosa da poco, la spazio
è davvero ristretto e non potremmo assolutamente muoverci in
totale sicurezza. Ci è stato comunicato mentre scrivevo questo
testo, dal proprietario di avere trovato per una cifra ragionevole un
pontone di sollevamento in grado di riportare a galla Ottavina, così di procedere al suo smantellamento.
Epilogo
Pescallo 13/01/2007
Nella seconda settimana di gennaio 2007 una ditta specializzata di Como, così è stato riferito, ha recuperato il barcone; è in buono stato nonostante sia rimasto sul fondo la bellezza di 7 mesi, adesso vedremo se tornerà dopo gli inevitabili lavori all'ormeggio di Pescallo e successivamente a solcare le acque del lago. Pensavamo che la storia di questa barca si concludesse qui, invece...
in queste due foto come si presenta dopo il recupero
Acqua marcia 19/01/2008
...è sabato mattina, c'è il sole, l'acqua è favolosa, abbiamo appena concluso la nostra immersione, quando vediamo una pilotina con due uomini a bordo che si avvicina sottocosta non lontano dal nostro ancoraggio e cominciano a scrutare il fondale, sembra cerchino qualcosa: "forse è caduta fuori bordo una canna da pesca o cercano un un buon punto per pescare" penso dentro di me. Pochi minuti dopo ci raggiungono e ci chiedono se siamo subacquei, "certamente" rispondiamo "avete bisogno d'aiuto?" "no tutto a posto, volevamo solo avvisarvi che in quel punto dove il muretto è franato in acqua abbiamo intravisto lo scafo di una grossa barca, forse vi interesserà" e senza dire altro se ne vanno in direzione di Vassena.
A bordo di Embolina c'è concitazione recuperiamo l'ancora in tutta fretta e ci fiondiamo sul luogo indicatoci, sì attraverso l'acqua pulita vediamo i contorni del relitto non sembra di piccole dimensioni, l'ecoscandaglio segna una profondità di 10 metri, la tentazione di indossare nuovamente la muta è forte ma dobbiamo rientrare faremmo troppo tardi. Sarà per sabato prossimo. Trascorre una settimana, eccoci ormeggiati a pochi metri dal relitto misterioso, Angelo è in acqua è scende sulla verticale altri lo seguono, io scendo sul cavo dell'àncora accertandomi la buona tenuta nel fondale fangoso, comincio la risalita dirigendomi verso il punto stabilito, ecco vedo la poppa con il nome della barca, i miei amici stanno già ispezionando quello che resta di ... Ottavina! Sì è proprio lei nessun errore, è rimasto solamente lo scafo il motore da sei cilindri è ancora al suo posto, la tuga situata prua si è staccata e giace di fianco trattenuta dai cavi elettrici, la pala del timone ha preso un duro colpo ed è piegata, la grossa elica è al suo posto intatta. È passato un anno dal recupero, mai avremmo pensato di trovarla qui, nel fango, sicuramente la sua ultima dimora. In breve tempo i piccoli bivalvi presenti nel lago si attaccheranno allo scafo, colonie di alghe nel periodo estivo copriranno lentamente quel che resta di questa bella e sfortunata barca. Se fosse affondata cento metri al largo nessuno avrebbe rivisto e filmato Ottavina e la triste fine che le spetta.
in questa mappa il punto esatto dell'affondamento |

realizzato da Pier e Ivano il
13/01/2008 |
